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Firenze, "corpi in valigie fatti ritrovare per dare messaggio"

16 dicembre 2020 | 17.40
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

"C'è quasi sicuramente un messaggio dietro alla scoperta delle quattro valigie con due cadaveri fatti a pezzi. Messaggio indirizzato a persone vicine, parenti, delle due vittime". Ne è convinto Saverio Fortunato, specialista in criminologia clinica e rettore dell'Istituto italiano di Criminologia degli studi di Vibo Valentia, parlando della vicenda dei corpi fatti a pezzi e messi in alcune valigie recuperate in un campo a ridosso del carcere fiorentino di Sollicciano.

"Chi uccide e poi fa a pezzi i corpi per metterli in delle valigie e lasciarli in un campo adiacente ad una strada - spiega all'Adnkronos Fortunato - vuole che i cadaveri vengano ritrovati altrimenti l'assassino avrebbe trovato il modo di farli scomparire: Avrebbe potuto trovare altri modi per far sparire i corpi e non farli ritrovare".

"Invece le valigie sono state gettate da una strada in un campo e l'interpretazione può essere quella di voler con questo gesto, far in modo che quei resti venissero trovati e far arrivare un messaggio a colui, colei o coloro vicini alle vittime - continua Fortunato - e far capire cosa, l'assassino o gli assassini sono in grado fare. E potrebbe trattarsi anche di una vendetta, se effettivamente dietro c'è una questione di droga".

"Se confermata ipotesi che i resti appartengono alla coppia Pasho, il fatto che siano scomparsi nel 2015 e che siano stati ritrovati oggi, potrebbe significare o che siano stati uccisi all'epoca e poi i cadaveri siano stati conservati in qualche modo, surgelati - teorizza Fortunato - ipotesi che pone dei dubbi su chi potrebbe conservare 2 cadaveri per tutti questi anni per farli scoprire proprio adesso".

"E' evidente, a mio parere, che chi ha ucciso e ha deciso di abbandonare i corpi in quel posto lo ha fatto perché venissero scoperti - sostiene ancora Fortunato - L'assassino non si è disfatto dei cadaveri, avrebbe potuto sotterrarli o incenerirli, insomma distruggerli ma non lo ha fatto. E questo porta appunto a considerare il fatto che chi li ha uccisi ha voluto che si ritrovassero i cadaveri, perché quei resti sono un messaggio per chi è in vita. Uccisi per dare un messaggio punitivo a chi è rimasto in vita".

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