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Firenze, dopo 680 anni spostata per restauro l'antica porta del Battistero /Video

16 aprile 2016 | 14.56
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(Foto Ufficio Stampa Opera di Santa Maria del Fiore)

Nella notte la più antica delle tre porte del Battistero di Firenze, la Porta Sud, realizzata da Andrea Pisano tra il 1330 e il 1336, ha lasciato definitivamente la sua sede originale dopo 680 anni per essere trasportata nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure dopo sarà restaurata.

Le operazioni sono iniziate alle 21 di ieri e sono terminate alle 2 della notte. Sono occorsi due viaggi, ognuno dei quali ha trasportato un’anta di 4 tonnellate più il peso delle “gabbie” metalliche, progettate per sostenerle e proteggerle, per un totale di 7 tonnellate.

Sul Battistero, al posto della Porta Sud è stata collocata una porta sostitutiva, in ferro e legno, progettata dal professor Francesco Gurrieri. Si tratta di una soluzione temporanea in attesa della realizzazione della replica ad arte che andrà a sostituire definitivamente l’originale sul Battistero, come è avvenuto per le altre due porte.

Nei giorni passati l’imponente porta bronzea (4 metri e 94 cm di altezza e 2,95 di larghezza) è stata smontata e le due ante posizionate all’interno del Battistero. Dopo il restauro, per cui si prevedono almeno tre anni di tempo, l’opera sarà collocata nel nuovo Museo dell’Opera del Duomo, accanto alla Porta del Paradiso e alla Porta Nord.

Si tratta di un intervento reso possibile dall’Opera di Santa Maria del Fiore, che ne finanzierà il restauro, lo smontaggio, il trasporto e la ricollocazione nel museo con 1 milione mezzo di euro di risorse proprie, senza nessun contributo pubblico.

Il restauro dovrà portare alla luce ciò che resta della doratura originale sotto lo sporco e i depositi che ne offuscano totalmente la superficie. Probabilmente, come per la Porta Nord, la doratura ad amalgama di mercurio fu eseguita solo sui rilievi scultorei lasciando il fondo bronzeo. Un contrasto, tra la luminosità dell’oro e lo scuro del bronzo, che rende queste opere di straordinaria bellezza.

Per il restauro e la realizzazione della copia della Porta Sud occorreranno almeno 3 anni, un anno in più rispetto alla Porta Nord, perché dalle prime indagini l’opera appare molto danneggiata. L’intera superficie della porta si presenta offuscata dai depositi e dalle alterazioni di color verde del bronzo che nascondono la doratura originale. Nella parte inferiore della porta, i rilievi sporgenti delle formelle sono consunti dal contatto con le mani dei visitatori, che li hanno privati della doratura e della patina di ossidazione del bronzo.

Dai documenti emerge, inoltre, che la Porta Sud ha subito due importanti interventi nel passato - che dovranno essere monitorati e revisionati - durante la seconda guerra mondiale (le tre porte del Battistero vennero smontate e trasportate in un luogo al riparo dai bombardamenti) e dopo l’alluvione del 1966.

E proprio quest’ultimo evento sembra la causa della consistente crepa sull’anta destra della porta, che attraversa il fondo delle formelle che raffigurano la Carità e l’Umiltà. Sappiamo, inoltre, dalla relazione del restauratore Bruno Bearzi, che alcune formelle caddero a terra per via della forte pressione dell’acqua, che aveva circondato il Battistero.

La collocazione nel Museo dell’Opera del Duomo, all’interno di grandi teche, si è resa necessaria perché le porte del Battistero devono essere conservate in condizioni costanti di bassa umidità per evitare il formarsi di sali instabili, tra la superficie del bronzo e la pellicola dorata, che salendo, sollevano e perforano l’oro causandone la distruzione.

Al più celebre scultore italiano del Trecento, Andrea Pisano, si deve la realizzazione delle 28 formelle della Porta Sud (originariamente ad est dove si trova oggi la replica della Porta del Paradiso) a cui saranno affidate le più impegnative imprese fiorentine del secolo: la prima porta bronzea del Battistero e la decorazione del Campanile di Giotto. Andrea Pisano vi lavorerà tra il 1330 e il 1336 eseguendo 28 formelle con episodi della vita di San Giovanni Battista, patrono del Battistero e della città di Firenze.

Sulla parte alta della porta è presente la firma dell’artista: "Andreas Ugolini Nini de Pisis me fecit A.D.M.CCC.XXX” (Andrea figlio di Ugolino figlio di Nino di Pisa mi ha fatto nell’anno del Signore 1330). Al veneziano Leonardo D’Avanzo e collaboratori si deve, invece, la realizzare della complessa fusione dell’intelaiatura dei due battenti. Lo schema generale della Porta Sud - venti rilievi istoriati più otto con figure emblematiche - è quello che il Ghiberti replicherà settanta anni dopo nella Porta Nord (1403- 1424), seppure con diversa sequenza narrativa.

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