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Fisco: Lef, da norme dlgs condono da 15 mld e amnistia

05 gennaio 2015 | 12.28
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"Con pochi tratti di penna viene di fatto azzerato il lavoro di anni dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza. In pratica, innalzando le soglie di punibilità ed eliminando reati, si opera un doppio regalo ai grandi evasori: un condono, che secondo le prime stime ammonta a circa 15 miliardi e una amnistia surrettizia e circoscritta ai grandi evasori indagati in relazione all'abuso del diritto". E' il duro commento di Lef, associazione per la legalità e l'equità fiscale, al pacchetto che contiene la norma 'salva-Berlusconi', di fatto 'ritirato' dal premier Matteo Renzi.

Il tutto, osserva l'associazione, "in barba alle norme che prevedono per l'amnistia un voto qualificato del Parlamento". Il provvedimento "appare sempre più un frutto avvelenato e inconfessabile del patto del Nazzareno. Ipotesi avvalorata dalla decisione del premier di riprendere l'esame del provvedimento dopo l'elezione del presidente della Repubblica. A questo punto l'unica soluzione credibile appare la via del ritiro incondizionato del decreto".

Questo anche considerando l'effetto retroattivo delle norme. "Naturalmente, in base ai principi che regolano il nostro ordinamento penale, se dovesse entrare in vigore, la nuova disposizione, che in realtà sembra configurare una ulteriore soglia minima dell’evasione penalmente punibile piuttosto che una vera causa di esclusione della punibilità, produrrebbe effetti anche sulle sentenze definitive (in base all’art. 673 del c.p.p. che prevede la revoca della sentenza per abolizione del reato)", spiega infatti Lef.

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