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Fisco: nuova chance per rateizzare, in gioco più di 25 mld ma incassi a rischio

29 marzo 2015 | 12.50
LETTURA: 4 minuti

Più di 25 miliardi rateizzati da parte di Equitalia sono a rischio incasso. Si tratta delle somme che hanno perso il beneficio in quanto i contribuenti non hanno versato le rate successive alle prime. E per le quali è stata riaperta la possibilità di rateizzazione. E' quanto emerge da una analisi dell'Adnkronos sui dati della riscossione delle somme rateizzate

di Vittorio Riccioni

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di Vittorio Riccioni

Più di 25 miliardi rateizzati da parte di Equitalia sono a rischio incasso. Si tratta delle somme che hanno perso il beneficio in quanto i contribuenti non hanno versato le rate successive alle prime. E per le quali è stata riaperta la possibilità di rateizzazione. E' quanto emerge da una analisi dell'Adnkronos sui dati della riscossione delle somme rateizzate.

In pratica considerando che su un ammontare di debiti fiscali rateizzati di 20 miliardi che aveva perso il beneficio a giugno 2013 solo 1,3 miliardi ha utilizzato la possibilità di rientrare in rateizzazione offerta dalla sanatoria introdotta dal Parlamento nel corso dello scorso anno, la nuova chance offerta dal recente decreto milleproproghe per i contribuenti che hanno perso il beneficio entro il 31 dicembre 2014 difficilmente avrà un esito diverso.

In ballo ci sono oltre 25 miliardi di euro ma le possibilità concrete di recuperarli sono abbastanza scarse. E' facile immaginare che molti contribuenti che hanno avuto accesso alla rateizzazione, dopo aver versato le prime rate hanno deciso di abbandonare il percorso in molti casi per mancanza di soldi, ma anche sfruttando le maglie larghe della normativa che non prevede garanzie per lo Stato da parte di chi chiede la diluizione dei versamenti, e che magari dopo aver ottenuto il beneficio della normativa 'chiude' l'azienda e smette di pagare rendendo di fatto il credito inesigibile per l'erario.

La questione delle rateizzazioni negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica, è stata più volte all'attenzione del Parlamento che ha, di volta in volta, allungato le possibilità di rateizzare, ridotto le garanzie da fornire al fisco e riaperto la possibilità di rateizzazione a chi l'aveva persa per non aver versato le rate successive alle prime (oggi si decade dal beneficio della rateizzazione addirittura dopo 8 rate non pagate).

In particolare il decreto legge milleproroghe numero 192 del 2014, convertito con modificazioni dalla legge 11/2015, stabilisce che i contribuenti che hanno perso il beneficio della rateazione alla data del 31 dicembre 2014 possono richiedere fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il 31 luglio. La norma riprende un altro provvedimento già attuato nei mesi precedenti con il decreto Irpef (dl 66/2014, convertito con modificazioni dalla legge 89/2014).

Il decreto aveva dato la possibilità a chi per legge aveva perso il beneficio della rateizzazione perché non in regola con i pagamenti alla data del 22 giugno 2013 di avere una nuova chance presentando la domanda entro il 31 luglio 2014. A sollecitare il provvedimento era stata la stessa Equitalia nell'audizione del 20 marzo 2014 in Parlamento proprio per andare incontro alle esigenze dei contribuenti che per difficoltà economiche non avevano potuto effettuare i versamenti delle rate.

Secondo i dati della società di riscossione le somme potenzialmente interessate a rientrare in rateazione al giugno 2013 erano pari a circa 20 miliardi. A fronte di tale somma hanno aderito alla possibilità offerta poco più di 28.000 contribuenti per un importo di 1,3 miliardi di euro. Ad oggi complessivamente le somme rateizzate che hanno perso il beneficio perchè non in regola con i versamenti delle rate ammonterebbero -secondo quanto risulta all'Adnkronos- ad oltre 25 miliardi.

Immaginando una adesione anche superiore alla precedente finestra del 2014 (i contribuenti avranno a disposizione 4 mesi mentre lo scorso anno iltempo era satto meno) è difficile ipotizzare un incasso superiore ai 5 miliardi. Anche perchè gran parte delle somme sono le stesse che già non hanno sfruttato la precedente possibilità di rientrare in rateazione. Infine si ricorda che chi è rientrato con la precedente finestra e poi non ha proseguito nei versamenti ha una nuova possibilità di rimettersi in regola.

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