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Fitch conferma rating Italia

09 agosto 2019 | 22.14
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BBB con outlook negativo per il livello elevato del debito pubblico, la crescita del Pil tendenziale molto bassa e l'incertezza dell'attuale dinamica politica

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(Fotogramma /Ipa)

Fitch conferma il rating BBB dell'Italia con outlook negativo. E' quanto si legge in una nota. Fitch prevede per l'Italia un pil in crescita quest'anno dello 0,1%, in rallentamento rispetto al +0,9% del 2018, con la crescita degli investimenti che rallenta all'1,3% dal 3,4 dell'anno passato. Per il 2020 la crescita stimata del pil è dello 0,5% e per il 2021 dello 0,4%. Quanto al debito pubblico, Fitch prevede salga al 134,7% del pil nel 2021 dal 132,2% del 2018.

Il rating "BBB" e le prospettive negative dell'Italia "riflettono il livello estremamente elevato del debito delle amministrazioni pubbliche, la crescita del Pil tendenziale molto bassa, il rischio politico e l'incertezza derivanti dall'attuale dinamica politica e dai rischi al ribasso associati alle nostre proiezioni del debito pubblico" scrive Fitch, sottolineando che "anche il debito estero netto relativamente elevato e la qualità delle attività del settore bancario ancora debole pesano sul rating".

Nel rilevare "un rischio crescente di elezioni anticipate a partire dalla seconda metà di quest'anno" Fitch prevede, in caso di elezioni, "un moderato potenziale positivo per la sostenibilità del debito a medio termine nel caso in cui un nuovo governo sia più stabile e un orizzonte di pianificazione più lungo faciliti un aggiustamento di bilancio", nonché un mix di politiche "favorevole alla crescita" scrive ancora l'agenzia di rating.

"Al contrario ci sono rischi al ribasso nel caso in cui un futuro governo scelga di disimpegnarsi dalle regole fiscali dell'Ue e sia più disposto a rischiare l'instabilità del mercato finanziario" sottolinea Fitch, per il quale non ci sarà aumento dell'Iva e ci sarà una parziale attuazione della flat tax al 15%, "provvedimento bandiera della Lega, che potrebbe essere limitata ai redditi annuali inferiori a 50.000 euro a un costo di circa lo 0,6%-0,7% del PIl" si legge.

"La nostra previsione del disavanzo per il 2020 è di un probabile lieve peggioramento del deficit strutturale, rispetto all'attuale obiettivo del patto di stabilità e crescita per un miglioramento dello 0,6% del Pil, con conseguenti nuove tensioni con la Commissione europea". Il mancato aumento dell'Iva e la flat tax dovrebbe essere "compensato solo in parte dai risparmi derivanti dalla 'strategia integrata' del governo di una revisione della spesa e di una revisione delle agevolazioni fiscali, che sarà politicamente difficile".

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