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Crisi: Fitch, Italia stabile ma crescita debole

25 aprile 2015 | 11.34
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L'agenzia di rating conferma 'BBB+' conl'outlook stabile. A sostenere la ripresa sono l'allentamento monetario della Bce, l'euro debole, la maggiore fiducia e i bassi prezzi del petrolio. Le prospettive di stabilità politica in Italia sono migliorate, per Fitch l'adozione del Jobs Act è un passo importante

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Fitch, Italia stabile ma crescita debole

Fitch conferma il rating 'BBB+' per l'Italia, l'outlook è stabile. L'agenzia stima per l'Italia un Pil in crescita dello 0,6% nel 2015 e dell'1% nel 2016, confermando quindi l'uscita dalla "profonda e prolungata" recessione. La crescita è "debole rispetto ad altri paesi dell'area euro", tuttavia il contesto di maggiore stabilità politica che deve essere colta come un'occasione dal governo per andare avanti con le riforme.

A sostenere la ripresa italiana sono scrive Fitch "l'allentamento monetario della Bce, l'euro debole, la maggiore fiducia e i bassi prezzi del petrolio". L'agenzia di rating precisa che il Pil italiano è attualmente vicino al valore dei livelli del 2000, ovvero il 9% al di sotto del picco del 2008. "La crescita del Pil nominale si rafforzerà solo gradualmente dopo essere stata piatta fra il 2010 e il 2014". Il debito salirà lievemente nel 2015 al 133% dopo il 132% del 2014 e "resterà sopra il 120% fino al 2020, lasciando l'Italia esposta a potenziali shock avversi", sottolinea l'agenzia di rating.

"La rapida elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica in febbraio indica che il premier Matteo Renzi ha rafforzato la sua posizione e che le prospettive di stabilità politica in Italia sono migliorate. Un'opportunità per il governo per continuare sulle riforme istituzionali e strutturali". Fitch sottolinea che "l'adozione del Jobs Act è un passo importante nel programma di riforme strutturali del governo, che, se attuata con successo, potrebbe avere un impatto positivo sul tasso di crescita nel medio termine".

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