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Commercio: Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti, stop caos ambulanti

03 febbraio 2017 | 15.30
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"Correggere la norma relativa al commercio ambulante, contenuta del Milleproroghe, per evitare il caos dei bandi per le concessioni ambulanti". A dirlo oggi Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti nel corso di una conferenza stampa. "La cosiddetta direttiva Bolkestein -ricordano- è stata recepita nell’ordinamento statale italiano con un decreto che ha rinviato a un'intesa, in Conferenza unificata, i criteri per il rilascio e il rinnovo delle concessioni di commercio su aree pubbliche".

"Una successiva intesa del 2012 -continuano- ha definito tali criteri (validi per le selezioni ad evidenza pubblica) salvaguardando la professionalità d’impresa e quella maturata sul posteggio in concessione, prorogando le concessioni, secondo una diversa scansione di tempi, al 7 maggio e al 4 luglio 2017. Tutte le Regioni (ad eccezione di Molise, Basilicata e Sardegna) hanno adottato i relativi atti di recepimento, insieme a una modulistica comune a beneficio dei Comuni. Che hanno dunque elaborato e pubblicato i bandi, per partecipare ai quali migliaia di imprese hanno intrapreso i più disparati adempimenti burocratici".

"In questo iter -ribadiscono Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti- è intervenuto il decreto legislativo 244 del 2016 (Milleproroghe), il cui articolo 6 comma 8 stabilisce una proroga delle concessioni al 31 dicembre 2018. Senza nulla specificare sui bandi già avviati, molti dei quali in pieno corso di espletamento".

"Ne è derivato - avvertono - un completo caos procedurale, una destabilizzazione assoluta dovuta all’incertezza interpretativa. Ci sono Comuni che hanno sospeso i bandi; Comuni che hanno deciso di espletare comunque le procedure, riservandosi eventuali correttivi dopo la conversione in legge del decreto; Comuni che hanno espresso l'impossibilità di ogni scelta, frenati dal sicuro danno economico che un rinvio infliggerebbe alle imprese e alle amministrazioni coinvolte".

"Scenari del tutto imprevedibili -sottolineano- aggravati dal conflitto fra le leggi regionali vigenti e la norma statale, senza possibilità alcuna di scegliere una qualsiasi soluzione in sicurezza. E' netta la contraddizione tra l’asserita finalità della norma e i suoi effetti pratici: l’obiettivo di consentire ai Comuni inadempienti di avviare i bandi si trasforma, del tutto incongruamente, in un'ulteriore proroga, senza ulteriore definizione. Nessun cenno sulla sorte dei procedimenti di selezione in corso. Nessun riguardo per il danno creato alle imprese ma anche alle istituzioni virtuose".

"E' dunque assolutamente necessario -auspicano- correggere la norma in questione del Milleproroghe: non solo in virtù dei pareri già espressi, in sede consultiva, dalle competenti commissioni, ma anche per salvaguardare gli effetti degli atti già adottati dai Comuni e l’impegno profuso dalle imprese; fissare un termine perentorio perché i Comuni inadempienti espletino le procedure; prevedere uno slittamento della decorrenza delle nuove concessioni".

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