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Foggia, omicidio barista: arrestate 5 persone

25 febbraio 2021 | 07.24
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Il 38enne Paolo Francesco Traiano è morto per le ferite riportate durante una rapina. I colpi mortali sferrati da un minorenne

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(Fotogramma)

Cinque arresti a Foggia per l'omicidio del barista Francesco Paolo Traiano, morto il 9 ottobre scorso. La Polizia di Stato di Foggia ha eseguito gli arresti di 5 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di omicidio, rapina, furto, ricettazione, incendio e favoreggiamento.
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile, coordinate dalla locale Procura della Repubblica e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari, hanno accertato che i reati sono stati commessi in occasione dell’evento criminoso consumato lo scorso 17 settembre presso il Bar-Tabaccheria 'Gocce di Caffè', a seguito del quale il titolare Francesco Paolo Traiano è deceduto il 9 ottobre.

LA RICOSTRUZIONE - Sarebbe stato un minorenne, armato di coltello, durante la rapina nel primo pomeriggio dello scorso 17 settembre, a sferrare i colpi all'indirizzo di Traiano. Oggi, la Squadra Mobile della Questura del capoluogo dauno, nell’ambito di indagini coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica ordinaria e da quella del Tribunale per i Minorenni di Bari, ha eseguito due provvedimenti cautelari restrittivi nei confronti di cinque persone, una delle quali appunto minorenne, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di omicidio, rapina, furto, ricettazione, incendio e favoreggiamento personale.

Nel bar-tabaccheria entrarono tre persone tutte con il volto coperto da passamontagna artigianali per impossessarsi dell’incasso di fine mattinata. Traiano, la vittima, che si trovava dietro il bancone, venne raggiunto al volto da una serie di fendenti, uno dei quali si sarebbe successivamente rivelato letale. Dopo aver inferto alla vittima ulteriori percosse e aver prelevato il denaro contenuto nella cassa, i tre rapinatori fuggirono a bordo di un’auto guidata dal quarto complice.

Le indagini si sono avvalse di metodi tradizionali come appostamenti e pedinamenti, anche notturni, e di intercettazioni ambientali. Oltre a individuare i presunti responsabili, sono stati ricostruiti i ruoli specifici assunti da ognuno tanto nelle fasi antecedenti e preparatorie della rapina quanto nelle fasi successive. E’ stato così individuato un quinto complice che, sebbene non presente sul luogo teatro dei fatti, ha fornito un apporto significativo all’azione delittuosa.

Le telecamere di videosorveglianza hanno supportato le indagini della Squadra Mobile consentendo una ricostruzione del percorso utilizzato dai rapinatori per la fuga e di accertare che negli istanti successivi alla rapina due dei quattro appartenenti al gruppo d’azione fossero scesi immediatamente mentre i restanti due, giunti nelle campagne limitrofe al centro cittadino avessero abbandonato l’auto, per poi essere recuperati da un quinto uomo. Sono state 'illuminate' anche le fasi antecedenti. In particolare è stato accertato che il 16 settembre, il giorno precedente, in via Radesca, venne rubata la Fiat Punto vecchio modello, poi usata per la rapina.

L’analisi delle banche dati, unitamente ai sevizi esterni e ai pedinamenti, ha permesso, quattro giorni dopo di rintracciare i motorini utilizzati per il furto della vettura. Gli investigatori hanno ricostruito le abitudini di vita dei primi sospettati che ha consentito l’installazione di presidi tecnologici di tipo telefonico ed ambientale. Lo scorso 17 dicembre sono state compiute alcune perquisizioni a carico dei sospettati che hanno portato al sequestro dei cellulari in uso agli indagati dalla cui analisi forense sono stati estrapolati ulteriori file e conversazioni.

Dati che hanno permesso di ricostruire le fasi preparatorie dell’azione criminosa, il successivo incendio dell’auto nella nottata tra il 17 e 18 settembre, a distanza di 12 ore dalla rapina, nelle campagne dove la stessa era stata abbandonata, nonché i futili motivi che hanno spinto il gruppo criminale a compiere l’azione delittuosa. Per quattro degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per il quinto la misura degli arresti domiciliari.

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