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Foibe: Cuperlo, ricordo e memoria per superare traumi della storia

10 febbraio 2014 | 17.03
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"Da giovane andai tra i primi militanti e dirigenti del Pci a rendere omaggio con una corona alle vittime di Basovizza. Lo ricordo come un giorno di saggezza, non mia, per carità, ma di quanti quel passaggio avevano preparato". Lo scrive Gianni Cuperlo sul sito del Pd a proposito del giorno della memoria per le vittime delle foibe.

"Il tema non era, né allora né ora, vincere la prova di una memoria condivisa. Sarebbe lungo da dire e da spiegare, ma forse di fronte alle tragedie della storia il culto della condivisione non può che fermarsi dinanzi alla pietà verso i morti. Poi esiste e resiste la storia, la ricostruzione dei fatti, delle biografie, delle vittime. Poi c'è il ricordo sempre intessuto di testimonianza. E poi c'è il racconto di fatti lontani che serve a spiegare a chi è venuto dopo perché il presente è unico e in certa misura figlio di quei trascorsi", aggiunge.

"Ricordo, memorie, racconto: solo l'intreccio di queste cose aiuta a superare i traumi della storia. Ecco perché 'Magazzino 18' di Simone Cristicchi è un regalo prezioso. Perché un giovane artista romano nato decenni dopo quei fatti sale su un palco e nella tradizione dell'orazione civile racconta". Ho letto, prosegue Cuperlo, "di alcune contestazioni, a volte plateali, che Cristicchi ha subito in giro per l'Italia. Chissà quale senso possono avere? Credo nessuno. Mentre sarebbe una buona cosa se questo 10 febbraio, al netto di giuste commemorazioni, portasse il video di quel racconto nelle classi e nelle scuole a testimoniare che la memoria non si definisce per legge ma il racconto della storia, quello sì, è un patrimonio che può formare la coscienza civile di generazioni intere".

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