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Immigrati: Fondazione Migrantes, oltre 4,5 mln italiani residenti all’estero

07 ottobre 2014 | 17.16
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Più di 94 mila emigrati nell’ultimo anno.

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Nel mondo sono 4.482.115 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) al primo gennaio del 2014. L’aumento in valore assoluto rispetto al 2013 è di quasi 141 mila iscrizioni, il 3,1% nell’ultimo anno. La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (2.379.977) e per nascita (1.747.409). E' quanto si legge nel 'Rapporto Italiani nel Mondo 2014' presentato oggi dalla Fondazione Migrantes.

Lungo il corso del 2013 si sono trasferiti all’estero 94.126 italiani, nel 2012 sono stati 78.941, con un saldo positivo di oltre 15 mila partenze, una variazione in un anno del +16,1%.

Per la maggior parte uomini sia nel 2013 (56,3%) che nel 2012 (56,2%), non sposati nel 60% dei casi e coniugati nel 34,3%, la classe di età più rappresentata è quella dei 18-34 anni (36,2%). A seguire quella dei 35-49 anni (26,8%) a riprova di quanto evidentemente la recessione economica e la disoccupazione siano le effettive cause che spingono a partire.

I minori sono il 18,8% e di questi il 12,1% ha meno di 10 anni. Il Regno Unito, con 12.933 nuovi iscritti all’inizio del 2014, è il primo Paese verso cui si sono diretti i recenti migranti italiani con una crescita del 71,5% rispetto all’anno precedente. Seguono la Germania (11.731, +11,5% di crescita), la Svizzera (10.300, +15,7%), e la Francia (8.402, +19,0%).

"Dall’Italia dunque -si legge del Rapporto- non solo si emigra ancora, ma si registra un aumento nelle partenze che impone nuovi interrogativi e nuovi impegni. Ed è questo l’impegno che la Fondazione Migrantes si è imposta soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi e dell’incremento numerico degli spostamenti che riguardano oggi migliaia di giovani, mediamente preparati o altamente qualificati, con qualifiche medio alte o privi di un titolo di studio".

"Solo quando ci si convincerà -spiega- delle opportunità che un italiano ha fuori dell’Italia di arricchire e valorizzare il Paese in cui è nato, probabilmente si capirà cosa significhi effettivamente parlare di 'risorsa migrazione', dove per ricchezza non si intende solo quella economica, ma anche tutto ciò che di positivo ritorna in termini culturali".

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