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Fondazione Open, Carrai: "Ricostruzioni fantasiose"

13 dicembre 2019 | 17.55
LETTURA: 3 minuti

L'imprenditore indagato: "La Wadi Ventures ha investito in start up, nessuna ha nulla a che fare con Renzi"

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(Foto Fotogramma) - FOTOGRAMMA

"In attesa che la giustizia faccia il suo corso e ribadendo piena fiducia nei confronti della magistratura, mi preme precisare alcune informazioni, uscite oggi sui giornali, sulla Società Wadi Ventures, accostata in modo sommario e fantasioso a presunte attività non chiare". Lo scrive in una nota Marco Carrai, l'imprenditore amico di Matteo Renzi, indagato nell'inchiesta condotta dalla procura fiorentina sulla Fondazione Open.

"Premesso che il sottoscritto, come già dichiarato e come facilmente verificabile su fonti aperte, non faceva parte del consiglio di amministrazione a cui è delegata la parte degli investimenti della Società di diritto lussemburghese ma solo, per un periodo limitato, del consiglio di sorveglianza, mi preme precisare che non è vero, come dicono i giornali, che ‘le risorse finanziarie della Società appaiono essere utilizzate per acquisire partecipazioni in società allo stato non individuate’. Come già detto Wadi Ventures ha investito in Start Up israeliane che sono facilmente verificabili ed individuabili su fonte aperta (da giornalisti o da chiunque altro) sul sito www.wadiventures.com. Nessuna di queste Start Up ha mai avuto nulla a che fare né con il senatore Matteo Renzi né con la Fondazione Open".

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