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Fondi pubblici, in Lombardia scoperte truffe per 283 milioni di euro

05 febbraio 2014 | 16.37
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Milano, 5 feb. (Ign) - Ammontano a 283 milioni di euro i fondi pubblici indebitamente elargiti nel 2013 in Lombardia. Tra prestazioni sanitarie, contributi per gli affitti, rette e mense scolastiche, lo scorso anno la Guardia di Finanza ha scoperto circa 700 truffe, tra cui 25 casi di falsi poveri.

Complessivamente nella regione sono stati eseguiti 2.648 accertamenti che hanno portato alla denuncia di 675 persone accusate di percezione indebita di prestazioni sociali o di fondi pubblici destinati a imprese e al sequestro di beni e valute per un totale di circa 3 milioni e 700 mila euro. ‘’Si tratta - spiega il comandante regionale della guardia di finanza Lombardia Sebastiano Galdino, generale di divisione, a Ign, testata online del gruppo Adnkronos – del frutto di una intensa attività condotta sul territorio. In particolare dopo l’approvazione del decreto noto come ‘spending review’ – aggiunge – è stata introdotta una nuova organizzazione composta da squadre dislocate in ognuna delle province lombarde, operanti in stretta collaborazione con la Corte dei Conti che dispone e coordina le attività di ogni gruppo’’.

Il nuovo sistema, coadiuvato da un protocollo d’intesa firmato con la Regione Lombardia per il coordinamento dei controlli e lo scambio di informazioni, ha consentito di migliorare l’efficacia dei controlli su finanziamenti, contributi ed erogazioni pubblici, agevolando il recupero delle somme indebitamente incassate e, in molti casi, riuscendo anche a prevenirne l’elargizione. ‘’La prevenzione – sottolinea Galdino – è fondamentale in questi casi. Trattenere i fondi prima che arrivino nelle mani sbagliate evita il rischio di vedere evaporare le somme che andrebbero poi rintracciate attraverso lunghe e complesse indagini. Tuttavia – continua – anche l’introduzione di numerose misure che velocizzano le operazioni di recupero, come l’adesione al processo verbale di constatazione, che consente a chi riconosce la propria responsabilità di versare quanto dovuto rinunciando ad instaurare un contenzioso con gli uffici finanziari, ha determinato un risparmio notevole di tempo e risorse’’.

Gli interventi in collaborazione con la Corte dei Conti hanno consentito, inoltre, di rilevare danni erariali e sprechi per oltre 81 milioni di euro. ‘’L’obiettivo – sottolinea Galdino - è di continuare nel percorso di costante miglioramento della qualità complessiva dell’azione del Corpo, che passa attraverso una sempre maggiore concretezza dei risultati’’.

Non sono, tuttavia, soltanto i cittadini disonesti a pesare indebitamente sulla spesa pubblica. Molte anche le imprese che, attraverso la richiesta di contributi o fondi strutturali, hanno truffato lo Stato.

In particolare, su sessanta interventi eseguiti su un ammontare di 200 milioni di euro di contributi, sono state accertate frodi per oltre 191 milioni e avviate procedure di sequestro di beni per oltre 550 milioni di euro.

Tra le aziende controllate, sono stati accertati 3.246 casi di reati fiscali, tra cui false fatturazioni, dichiarazioni omesse o infedeli e occultamento o distruzione di documenti contabili, con mancata dichiarazione ai fini delle imposte dirette di 20,3 miliardi di euro ed evasione all’Iva per 880 milioni.

Più di 800 gli evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, che occultavano 3 miliardi di operazioni imponibili. Inoltre quasi tremila lavoratori irregolari, di cui 703 completamente in nero.

Da segnalare che dei 20 miliardi recuperati circa il 50% è emerso nel corso di attività di contrasto all’evasione fiscale internazionale. Si tratta di casi di esterovestizione di persone fisiche o giuridiche per 5,4 miliardi di base imponibile completamente sottratta a tassazione; organizzazioni non dichiarate in Italia di società estere, acquisti da operatori situati in paesi o territori a fiscalità privilegiata e fenomeni di ‘transfer pricing’ .

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