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Fondi Russia, 'problema tecnico' sul cellulare di Savoini

26 luglio 2019 | 11.58
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Di difficile accesso una parte dei contenuti memorizzati nel telefono. I pm di Milano stanno preparando i documenti da presentare in vista del Riesame per il dissequestro del cellulare chiesto dalla difesa di Gianluca Savoini

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(Facebook /Associazione Lombardia-Russia)

I documenti sequestrati nell'indagine sui presunti fondi russi alla Lega non sembrano mancare, ma non tutto pare andare per il verso giusto: da quanto trapela c'è un "problema tecnico" che impedisce di "leggere una parte dei contenuti" del cellulare di Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e presidente dell'associazione Lombardia-Russia, indagato per corruzione internazionale.

Di quel cellulare solo ieri la difesa di Savoini, rappresentata dall'avvocato Lara Pellegrini, aveva chiesto la restituzione depositando un'istanza al tribunale del Riesame a 11 giorni dai sequestri effettuati dalla Guardia di finanza, lo scorso 15 luglio, nei confronti del suo assistito. Restituzione possibile solo dopo aver effettuato una copia forense del contenuto del cellulare.

Dietro al difficile accesso per un "problema tecnico" potrebbe esserci l'uso di particolari 'protezioni' rispetto a certi dati e documenti personali. Una presunta ulteriore difesa tecnologica di certi contenuti che complica i piani di chi indaga, ma che non scoraggia: "Ci vorrà solo più tempo", fa sapere una fonte.

Nel frattempo i pm di Milano titolari dell'inchiesta stanno preparando i documenti da presentare in vista del Riesame per il dissequestro del cellulare. La prossima settimana i pm procederanno al deposito degli atti, la prassi vuole che consegneranno nelle mani della controparte il minimo possibile per non scoprire tutte le carte in mano all'accusa, solo dopo verrà fissata la data dell'udienza a porte chiuse. Si tratterà del primo deposito di documenti di un'indagine che per ora si muove sottotraccia. La difesa di Savoini, rappresentata dall'avvocato Lara Pellegrini, potrebbe rinunciare al Riesame una volta avuti tra le mani gli atti firmati dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dai pm Sergio Spataro e Gaetano Ruta. 

La procura di Milano si concentra nello studio del materiale sequestrato ai tre indagati per corruzione internazionale - Gianluca Savoini ex portavoce di Matteo Salvini, l'avvocato Gianluca Meranda e Francesco Vannucci - i quali avrebbero partecipato all'incontro all'hotel Metropol di Mosca, incontro del 18 ottobre scorso fondamentale per ricostruire l'operazione sospetta legata all'acquisto di petrolio al centro dell'indagine. In particolare è sullo studio di chat, tabulati telefonici e mail che si concentra il lavoro del procuratore aggiunto De Pasquale e dei pm Spataro e Ruta.

La procura non esclude di acquisire, in un secondo tempo, i documenti allegati alla relazione consegnata dal premier Giuseppe Conte al Parlamento in cui viene ricostruita, tra le altre cose, la lista dei partecipanti a dibattiti o missioni inerenti alla Russia che si sono svolti dall'insediamento del governo gialloverde, in particolare sui nomi chiesti dal Viminale da accreditare per incontri ufficiali in programma a Mosca.

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