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Ambiente: dall'olio di palma una minaccia per le foreste/Focus

04 giugno 2015 | 14.39
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Piantagioni immense per produrre l'olio vegetale più usato al mondo

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Di olio di palma se ne parla tanto, soprattutto in relazione agli aspetti collegati alla salute. Ma le piantagioni di palma da olio rappresentano una minaccia anche per l'ambiente, in particolare per l’abbattimento delle foreste pluviali per fare spazio alle coltivazioni in alcune delle più preziose aree del pianeta, in particolare nel cuore verde di Sumatra, del Borneo e Papua Nuova Guinea.

Materia prima versatile ed economica ricavata dalla polpa del frutto della palma (Elaeis guineensis), oggi coltivata in immense piantagioni di migliaia (se non decine di migliaia) di ettari, l’olio di palma è presente in moltissimi prodotti, dai cosmetici alle merendine, dalle paste pronte ai prodotti da forno. È l’olio vegetale più usato al mondo e a rendere particolarmente economico il ricorso a questo ingrediente contribuisce il fatto che la palma, a parità di massa vegetale, è in grado di produrre olio fino a nove volte in più rispetto alle altre piante.

Perché se gli effetti sulla salute sono ancora un tema discusso e controverso, gli effetti sull’ambiente, sottolinea il Wwf nel rapporto "Foreste che proteggono - foreste da proteggere", sono invece indiscutibili. La palma da cui si estrae questo olio è coltivata soprattutto in Indonesia e Malesia che, insieme, producono circa il 90% di tutto l’olio di palma usato nel mondo. Questo avviene su un territorio che, fino poco tempo fa, era per lo più una foresta tropicale vergine, uno scrigno verde ricchissimo di biodiversità.

Se ancora 50 anni fa, l’82% dell’Indonesia era coperta da foreste, già nel 1995 la percentuale era scesa al 52%: al ritmo attuale, entro il 2020 le foreste indonesiane (seconde un tempo per estensione solo a quelle amazzoniche) saranno definitivamente distrutte. Mentre la deforestazione dell’isola di Sumatra procedeva, cancellando in soli 20 anni, tra il 1985 ed il 2008, ben 12,5 milioni di ettari di foreste tropicali, le coltivazioni di palme da olio arrivano a crescere in Asia a un ritmo di 0,4 milioni di ettari l’anno.

L’industria dell’olio di palma può però ridurre il suo impatto sull’ambiente: molte importanti aziende hanno assunto l’obiettivo di applicare migliori pratiche di gestione che possano garantire benefici economici e sociali senza minacciare la biodiversità, applicando criteri rigorosi in ogni fase della produzione.

Il Wwf è impegnato a promuovere queste migliori pratiche attraverso iniziative come la Round Table on Sustainable Palm Oil (Rspo), dove organizzazioni non governative ambientali e sociali, produttori e acquirenti di olio di palma sviluppano standard globali per rendere più sostenibile e certificare la produzione di questa risorsa. Wwf incoraggia le imprese utilizzatrici a raggiungere il 100% di olio di palma certificato secondo i criteri Rspo quale primo importante passo verso una maggiore sostenibilità del mercato.

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