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Bonolis: "Fori chiusi? Avevano chiesto di chiudere le buche, Marino deve aver frainteso"

15 ottobre 2015 | 17.08
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Fa discutere l'ultima 'missione' del sindaco dimissionario di Roma Ignazio Marino che, prima di lasciare il suo incarico il 2 novembre prossimo, vuole pedonalizzare completamente i Fori Imperiali, ovvero, come era scritto nel suo manifesto elettorale, niente più macchine ma neanche autobus e taxi.

BONOLIS: "AVEVANO CHIESTO DI CHIUDERE LE BUCHE..."- "Al sindaco Marino i romani avevano chiesto di coprire le buche, lui è partito dal Foro più grosso, si chiama Foro romano, deve aver frainteso" commenta scherzosamente Paolo Bonolis all'Adnkronos.

Nel merito della questione, "non mi sembra una cosa epocale - dice Bonolis - Non stiamo parlando della mappatura del genoma insomma, non credo che i problemi di Roma siano questi né che sia un passo fondamentale nella ristrutturazione della nostra vita quotidiana".

''E' ovvio che il traffico si sposterà nelle zone limitrofe ma presumo - sottolinea il conduttore tv - a meno che non sia un folle, che abbiano trovato delle soluzioni alla gestione del traffico. Io non lo so, non ho studiato l'urbanistica della zona! Se non creerà problemi, quindi, ben venga la pedonalizzazione, il miglioramento della qualità del passeggio è una cosa piacevole. Ma se dovesse essere solo un gesto personale, per poter dire 'ho fatto questa cosa e poi me ne vado', allora vabbè... Tanto poi come l'hanno chiusa la possono riaprire''.

SETTIS: "DECISIONE MANIFESTO" - ''Una decisione manifesto presa da Marino sapendo benissimo che tra qualche mese qualcuno capovolgerà'' perché sulla questione dell'area archeologica centrale ''siamo in ritardo di alcuni secoli, non è mai stata affrontata seriamente, manca un progetto complessivo''. Così Salvatore Settis all'Adnkronos commenta l'ipotesi di una pedonalizzazione totale di via dei Fori imperiali, su cui sta lavorando il sindaco dimissionario. Ma prima di affrontare il capitolo Fori, l'archeologo e storico dell'arte si dice ''molto addolorato'' per il fatto che ''l'esperienza di Marino al Campidoglio sia finita così''.

''Sono convinto che il problema dell'area archeologica centrale di Roma non si risolva - sottolinea Settis - né chiudendola né aprendola indiscriminatamente al traffico. In realtà non è mai stato affrontato nel modo giusto: ovvero considerare quest'area un pezzo di città, pianificando la sua sutura con il resto della città come un qualcosa che deve stare in mezzo tra l'architettura del paesaggio e un progetto urbanistico. Manca, ed è sempre mancato, un progetto complessivo sia a quelli che la vogliono chiudere sia a quelli che la vogliono lasciare aperta. Bisognerebbe fare un concorso internazionale per grandi architetti del paesaggio''.

''Vorrei che al di là di questo momento - continua Settis - ci fosse un qualche sindaco, un qualche commissario, un qualche governo che si ponesse seriamente il problema dell'area archeologica centrale. Mi risulta che Roma sia la capitale d'Italia dal 1871 e ancora non siamo riusciti a decidere come cucire quel pezzo di città con il resto della città, in modo tale da farne un pezzo vivo della città e della coscienza dei cittadini e non una specie di Disneyland turistica''. ''Non ce l'ho con nessuno - conclude - Credo che dipenda dai tempi brevi della politica, dall'incapacità di progettare nel lungo termine. Marino ha manifestato una buona intenzione ma non è riuscito a portarla a termine''.

IRA DEI RESIDENTI - Sono infuriati i residenti di Monti ed Esquilino contro la pedonalizzazione integrale dei Fori imperiali, "l'ultimo regalo" promesso ai cittadini da Marino. Passeggiando per l'arteria del centro cittadino inaugurata da Mussolini nel lontano 1932 con il nome di 'via dell'Impero', ci si imbatte in tanti 'romani de Roma' alle prese con il lavoro e la vita di tutti i giorni che dello stop ai bus e ai taxi annunciato ieri da Marino in aggiunta al divieto di transito alle auto private scattato nel luglio 2013 non ne vogliono proprio sapere.

"E' follia, gli unici a essere contenti sono i risciò abusivi", spiega un commerciante, che bolla il provvedimento come "l'ennesimo regalo agli abusivi che tanto fanno finta di voler combattere. Non saranno contenti finché non ci fanno chiudere". Gli fa eco una signora sulla sessantina: "Io lavoro qui in zona e me la dovrei fare sempre a piedi, anche con la pioggia o con buste pesanti da portare. E' un macello. Si devono mettere in testa che questa non è solo una zona di turisti, è una via di passaggio anche per molte persone che lavorano".

Anche tra i residenti però c'è chi la pensa diversamente: "Da qua non ce deve passà nessuno, quasi quasi nemmeno i pedoni", dice un anziano signore che abita in zona e che ogni pomeriggio si siede sulle panchine lungo via dei Fori Imperiali ad ammirare lo spettacolo che gli offre la sua città.

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