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Islam: pdl Fi per registro moschee, stop far west e funzioni solo in italiano

23 aprile 2015 | 16.23
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Prima firmataria la pasionaria Daniela Santanché: "Con questa proposta è possibile pregare ma non allevare predicatori d'odio. Non si vuole vietare ma regolamentare". Brunetta assicura, "anche la Lega Nord è con noi"

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Islamici in preghiera

Undici articoli per regolamentare le moschee in Italia, istituendo un registro nazionale ad hoc sui luoghi di culto e un albo degli imam che esercitano la religione islamica nel nostro Paese. A presentare la proposta di legge è il gruppo Forza Italia a Montecitorio, prima firmataria la 'pasionaria' Daniela Santanché. "Ma sono già in corso contatti con la Lega - spiega il capogruppo azzurro Renato Brunetta - molti, se non l'intero gruppo, sono interessati a sottoscrivere la nostra proposta". Che prevede, tra le altre cose, che le funzioni si celebrino in lingua italiana, "nella totale trasparenza".

La pdl "intende regolamentare sia l'edificazione dei luoghi di culto islamici che la figura degli imam". In sintesi, "stop al far west". Il prefetto competente è chiamato "a vigilare sullo svolgimento della attività compiute" all'interno dei luoghi di culto. E può chiedere, se necessario, al ministro dell'Interno "la revoca dell'iscrizione all'Albo degli imam". "Porteremo al più presto in discussione nelle commissioni competenti e in aula questa pdl - assicura Brunetta - Perché l'istituzione di un registro pubblico? Perché le moschee oltre a essere un luogo di culto spesso sono anche un luogo di aggregazione politico religiosa di natura eversiva rispetto ai valori e alle istituzioni del Paese ospitante. Così come il ruolo dell'imam spesso si è rivelato eversivo. La proliferazione delle moschee nel nostro Paese è avvenuta senza alcun controllo, se non, speriamo, attraverso il controllo dell'intelligence. La nostra cultura ha il diritto di difendersi. Non c'è nessuna volontà di discriminare", ma "sia chiaro: generosi sì, fessi no".

Per Brunetta, dunque, "meglio istituzionalizzare le moschee che il far west vigente. E non possiamo certo derogare all'intelligence un compito della società civile". La discussione del pdl "consentirà poi di affrontare un'altra questione: non abbiamo alcuna stima delle moschee oggi esistenti nel nostro éaese, non esiste una mappatura". Per la prima firmataria Santanché, la pdl serve ad arginare "moschee fai da te, nate come funghi e senza obblighi". Nonostante, a detta della deputata azzurra, spesso il fine eversivo sia dietro l'angolo. Un esempio su tutti la moschea di viale Jenner a Milano, "rivelatasi tra le principali basi di Al Qaeda. In questi luoghi c'è il rischio che si allevino coloro che vogliono minare i principi e le fondamenta della nostra democrazia, e non possiamo permettere ciò accada". "Credo - prosegue l'azzurra - che questa pdl arrivi nel momento giusto, nel momento in cui occorre dire basta al far west. Da noi spesso gli imam diventano star mentre sono considerati dei delinquenti nei loro paesi d'origine. Con questa pdl è possibile pregare ma non allevare predicatori d'odio. Non si vuole vietare ma regolamentare", assicura.

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