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Fi: Fitto, errori clamorosi ora azzerare organi partiti, ma restiamo

04 febbraio 2015 | 12.18
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Forza Italia alla resa dei conti. L'europarlamentare chiede l'azzeramento della dirigenza del partito che avrebbe rassegnato le dimissioni in blocco. Decisione che sarebbe stata prontamente respinta da Silvio Berlusconi. Spunta un documento nel quale si metterebbe 'in mora' l'intesa col premier. Seracchiani: "Così la strada delle riforme sarà più semplice"

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(Foto Adnkronos/Cristiano Camera)

Forza Italia alla resa dei conti. Le parole di Raffaele Fitto, europarlamentare azzurro, sull'azzeramento della dirigenza del partito e l'illegittimità del Comitato di presidenza, avrebbero portato, secondo fonti azzurre, alle dimissioni date in blocco dai vertici di Forza Italia durante la riunione del Comitato di presidenza ristretto. Dimissioni che sarebbero state prontamente respinte da Silvio Berlusconi che ha confermato loro piena fiducia.

Fitto nel corso di una conferenza stampa ha parlato di ''errori clamorosi" di questi ultimi tempi e ha definito il comitato di presidenza del partito "un organismo illegittimo, che non ha nessuna valenza statutaria, nè politica". "Si tratta di organismi -ha affermato- che non hanno funzione e legittimità. Riunire oggi l'ufficio di presidenza è singolare, in quanto non è stato riunito sulla legge elettorale, non è stato riunito sulle riforme, nè sul presidente della Repubblica e poi lo si riunisce oggi? Non ha alcuna valenza di carattere politico".

L'europarlamentare azzurro ha proseguito: ''non vogliamo scontrarci con nessuno, poniamo solo questioni politiche e lo faremo all'interno del partito. Noi restiamo, dunque, in Forza Italia ma apriamo con forza un confronto nel partito sulla linea politica e sul suo assetto'', perché di fronte agli ''errori clamorosi" degli ultimi tempi è necessario un ''azzeramento totale degli organi del partito".

Fitto ha anche sottolineato di aver avuto ieri "un lungo e franco colloquio con Berlusconi. Le posizioni non sempre collimano. Berlusconi ha bisogno di dire fuori quello che pensa e noi abbiamo bisogno di chiarezza''. ''Il tema non è la mia collocazione personale. - ha detto - Nell'ultimo anno e mezzo ho rifiutato vari ruoli importanti che mi erano stati offerti. Il tema è il progetto politico'' e ''noi vogliamo restare in Forza Italia'' e ''aprire un confronto con forza e determinazione''.

Una delle prime reazioni è stata quella Michaela Biancofiore che ha definito la convocazione del Comitato "frettolosa, che taglia fuori tutte le persone, ivi compresa la sottoscritta, da sempre leali al presidente. Questa convocazione - ha affermato - contraddice le parole di Berlusconi che ha sempre messo sullo stesso piano i membri effettivi del comitato e quelli supplenti o aggiunti. Le sue parole erano: 'per me siete tutti uguali e con lo stesso diritto di voto'". Biancofiore si è detta indignata per il fatto che "Berlusconi sia stato indotto, ancora una volta, in errore da persone che concepiscono il movimento come una conventio ad excludendum, mentre la mia Fi era una squadra di calcio nella quale tutti indossavano la stessa maglietta per fare goal insieme al nostro leader indiscusso. Personalmente non sono più disposta ad accettare ulteriori mancanze di rispetto e sgarbi, specialmente a fronte di dirigenti non legittimati da nessuno e di partecipanti che in passato si sono schierati palesemente con Alfano contro Berlusconi e lo dichiaravano politicamente morto".

"Non sono più disposta ad accettare che la vera lealtà in Forza Italia al leader e al movimento siano scambiate per stupidità ed avversate da gente mossa da furbizie di basso cabotaggio e interessata solo al procrastinare del proprio potere personale e disinteressata al futuro del movimento, dei sui elettori e soprattutto al bene del suo leader. Ora basta - ha concluso Biancofiore - con persone divisive".

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