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Tar boccia 5 direttori musei, Franceschini: "Faremo ricorso"

25 maggio 2017 | 10.02
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Dario Franceschini, ministro per i Beni Culturali (Fotogramma)

"Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio...". Così il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commenta su Twitter la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato le nomine di cinque dei venti direttori dei supermusei. "Oggi stesso faremo appello al Consiglio di Stato" ha detto poi il ministro in merito alla bocciatura, parlando in occasione della presentazione al Mibact del programma di Migrarti.

"Io sono un avvocato e un uomo politico con una certa esperienza - ha aggiunto Franceschini - e quindi so bene che le sentenze vanno contrastate nelle sedi proprie e vanno rispettate. Detto questo mi chiedo che figura fa il nostro Paese di fronte al resto del mondo? La selezione internazionale dei direttori dei musei, pubblicata sull''Economist', ha fatto discutere il mondo della cultura ed è originata da una norma di legge dell'art bonus. La procedura di selezione è stata svolta da una commissione imparziale", ha detto il ministro.

"La sentenza del Tar del Lazio è già stata pubblicata quindi è già esecutiva e i musei sono senza direttori" ha poi aggiunto. "Naturalmente in questo caso - ha precisato il ministro - verranno sostituiti e la direzione generale dei musei se ne sta occupando: ci saranno sostituzioni ad interim. Rispetto fino in fondo l'autonomia degli organi giurisdizionali ma ho chiesto all'Avvocatura dello Stato di avere l'impegno massimo per contrastare questa decisione. Che si faccia riferimento al fatto che sono straniere, stride con giurisprudenze e sentenze molto precise della Corte di Giustizia europea e del Consiglio di Stato".

Una decisione che, secondo il ministro, costituisce "un danno d'immagine terribile perché la riforma del sistema museale italiano è stata guardata, studiata e apprezzata in tutto il mondo e oggi viene profondamente messa in discussione".

MIBACT, CHIEDEREMO SOSPENSIVA - Il Mibact "presenterà, oggi stesso, appello al Consiglio di Stato e chiederà la sospensiva delle sentenze" del Tar del Lazio su cinque direttori di 'supermusei', intanto, "in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci", il ministero "assicurerà il buon andamento e la continuità di tutti i musei coinvolti". L'annuncio e l'impegno sono accompagnati dal Ministero da una puntuale disamina della vicenda "della procedura di selezione pubblica internazionale per la nomina dei direttori dei musei autonomi statali su cui si è pronunciato il Tar annullando la nomina di 5 direttori (Palazzo ducale di Mantova, Museo archeologico nazionale di Napoli, Museo archeologico nazionale di Taranto, Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Gallerie Estensi di Modena)". "L'intera procedura di selezione si è svolta in conformità non solo con il diritto europeo e nazionale, ma anche con i più elevati standard internazionali, come riconosciuto dall'International Council of Museums (Icom)", rivendica il Mibact, sottolineando che "la selezione dei direttori è stata effettuata da una commissione di altissimo profilo scientifico presieduta dal presidente della Biennale di Venezia e che tra i suoi componenti vedeva autorevoli personalità del panorama culturale internazionale come il direttore della National Gallery di Londra, il rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino e l'attuale consigliera culturale del presidente Macron".

RENZI - "Il fatto che il Tar del Lazio annulli la nostra decisione merita il rispetto istituzionale che si deve alla giustizia amministrativa ma conferma - una volta di più - che non possiamo più essere una repubblica fondata sul cavillo e sul ricorso" scrive su Facebook Matteo Renzi. "Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei: abbiamo sbagliato perché non abbiamo provato a cambiare i Tar", spiega ancora il segretario del Pd.

A proposito del suo governo dice: "Una delle scelte di cui sono e resterò più orgoglioso è aver dato ai più bravi la possibilità di concorrere per la direzione dei musei italiani, patrimonio mondiale dell'umanità. E i risultati già si vedono, a tutti i livelli. Perché abbiamo smesso di tagliare sulla cultura e abbiamo investito in questo settore come nessuno aveva mai fatto prima".

LUPI - "Allora facciamo così, aboliamo Parlamento, governo, ministeri e affidiamo tutto al Tar del Lazio che tanto già governa di suo sancendo l'immobilismo più assoluto e il divieto di qualsiasi riforma. Anche quelle che hanno dimostrato di funzionare, come la riforma dei musei italiani voluta dal ministro Franceschini con tanto di apertura internazionale dei concorsi per direttore". Lo dice Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare.

"Su venti direzioni messe a bando sette stranieri vincono il concorso e iniziano a lavorare come Dio comanda, gli altri tredici sono italiani a riprova che anche da noi ci sono dirigenti culturali validi, valga per tutti come esempio il nuovo direttore della Reggia di Caserta - ovviamente immediatamente contrastato dai sindacati perché 'lavora troppo', dicono - che l'ha rivitalizzata e rilanciata con successo - aggiunge Lupi - . Ma due candidati autarchici che non hanno vinto, e che evidentemente non conoscono il significato della parola competitività né mai da giovani hanno cantato 'Bisogna saper perdere', cercano il cavillo e fanno ricorso".

Chi sono i 7 direttori stranieri

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