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Animali: Frattini, Galletti tuteli specie protette non cacciatori

27 luglio 2015 | 17.08
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"Il min Ambiente dovrebbe tutelare le specie protette e non i cacciatori in cerca di forti emozioni". Così in un tweet l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini torna sulla questione degli orsi in Trentino . "Imbarazzante! Il Trentino adesso sparerà sugli orsi. Complimenti a tutti coloro che siedono in Provincia e che, privi di approfondite analisi scientifiche, hanno votato a favore di questa nuova caccia alla Rambo contro i plantigradi", aveva già tuonato su Facebook.

"Adesso ci facciano pure sapere a chi offriranno la carabina e magari il trofeo - scrive ancora Frattini - Spero in una mobilitazione nazionale, e spero che il ministro Gian Luca Galletti ricordi che lui è responsabile della tutela dell'ambiente e delle specie protette, e non di cacciatori in cerca di forti emozioni”.

Ambientalista convinto, sia come ministro sia come Commissario europeo Frattini si è più volte speso per la causa animalista e questa volta lancia un appello al ministro Galletti perché intervenga in una questione, quella della pacifica convivenza tra uomo e orso, che ha particolarmente preso a cuore. Tema a cui anche l'Adnkronos ha dedicato un documentario, "Gemma, la madre degli orsi", prodotto insieme con il Corpo Forestale dello Stato, in cui è proprio la convivenza, difficile ma non impossibile, la protagonista.

Secondo Frattini, che al tema ha dedicato ampio spazio sul suo blog, per dare una mano alla pacifica convivenza tra uomo e orso "non servono kit alla Rambo. Il problema è la disinformazione", e cita il modello Alaska. "Il recente dibattito sulla cattura o addirittura soppressione degli orsi del Trentino, ritenuti eccessivamente pericolosi per gli abitanti ed i turisti della zona, sta rasentando ancora una volta un’arretratezza di proporzioni epiche", spiega Frattini.

"In paesi dove vivono decine di migliaia di orsi ben più aggressivi dell’orso bruno, penso ai grizzly dell’Alaska o dello Yukon canadese, da molto tempo i turisti e gli appassionati di 'bear watching' portano con sé (o in alternativa provvede la guida turistica) strumenti di prevenzione non letali che vanno dall’uso di campanelli per fare rumore fino alle cartucce anestetiche. A nessuno viene in mente di andare in giro per i boschi a sparare”.

In conclusione, la tutela della biodiversità dell’Italia, così come dei suoi cittadini, "merita una risposta che vada oltre una carabina. Proprio come si fa in Alaska- sottolinea Frattini - dove le svariate precauzioni che regolano la vita degli uomini con all’incirca 40mila orsi bruni (e questi si che son numeri!) non hanno mai incluso l’utilizzo di un kit alla Rambo".

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