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Frasi antisemite e aggressione a ragazzo ebreo

16 aprile 2019 | 13.03
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Lo hanno stretto per il collo e gridato "quando saremo grandi riapriremo Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni". "E' successo in una scuola di Ferrara. Il ministro Bussetti: "Atti non tollerabili". Salvini: "Spero di incontrare lo studente"

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(Fotogramma)

Gli hanno gridato frasi come "quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni" mentre lo tenevano stretto per il collo negli spogliatoi della scuola, un istituto secondario di primo grado di Ferrara. A denunciare l’episodio è stata la madre della giovane vittima, un alunno dell’istituto, che ha segnalato il caso alla rappresentante di classe. A riportarlo è Il Resto del Carlino. "E' inaccettabile che accadano simili episodi - spiega la portavoce, madre di una bambina che frequenta lo stesso istituto -. Non si può far passare sotto silenzio questo chiaro segnale di antisemitismo strisciante".

La rappresentante di classe ha anche segnalato il caso a Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, ad Andrea Pesaro, guida della comunità ebraica ferrarese, e a Luciano Meir Caro, rabbino capo della comunità ebraica estense. "Questa aggressione - ha aggiunto - è una preoccupante cartina di tornasole del clima di latente antisemitismo che aleggia anche nelle scuole. Un abisso verso cui ci stiamo calando tutti".

"La scuola è e deve essere luogo di solidarietà, di inclusione, di accoglienza, di condivisione, di pace. Non sono tollerabili atti di antisemitismo e di razzismo". Lo afferma su Facebook il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, commentando l'episodio. "Per questo - aggiunge - ho attivato subito il nostro Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna chiedendo di approfondire il caso emerso in una scuola di Ferrara e di fornire ogni supporto necessario affinché non si ripeta nulla di simile in futuro".

"Inaccettabile episodio di bullismo e razzismo. Ancora più spregevole perché avvenuto in una scuola. Sarò presto in città e vorrei incontrare il ragazzo e la sua famiglia e gli insegnanti, insegnanti che certamente riusciranno a evitare che simili episodi di violenza si ripetano in futuro", il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Anzitutto voglio inviare un grande abbraccio al bambino e ai suoi genitori, ma anche ai suoi compagni e ai suoi insegnanti. Il bullismo è un fenomeno estremamente grave, perché colpisce le persone nella propria dignità, facendole sentire sole e vulnerabili. E noi come prima cosa dobbiamo dire che nessuno deve essere solo, tantomeno un bambino a scuola". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo l’episodio.

"Il fatto poi che riemergano, anche nelle parole dei ragazzini, parole di antisemitismo e razzismo deve essere un campanello d’allarme per tutti. Un bambino non può essere pienamente consapevole di quelle parole e noi dobbiamo chiederci da dove vengano. Io credo che i ragazzi raccolgano qualcosa che striscia sotto la pelle della nostra società, tossine in circolazione che avvelenano l’aria che respirano; qualcosa - sottolinea il presidente della Regione - che il senso comune tende a sottovalutare, quasi a sdoganare nel lessico comune, talvolta nello stesso discorso pubblico".

"Gli episodi ormai ripetuti di antisemitismo, che si iscrivono più in generale in quelli di rifiuto di chi viene indicato come diverso – o perché arrivato da altri paesi, o per motivi religiosi, o per orientamento sessuale o identità di genere – vanno respinti con determinazione. E anche il discorso pubblico, politico, deve cambiare, perché è parte del problema: basta immettere odio e alimentare un clima di rabbia, chiusura, scontro. Perché di tutto ciò sono investiti anche i bambini: mi riferisco anzitutto a chi subisce questi episodi, ma anche a chi li fa o a chi vi assiste. Ci serva come sveglia - chiude Bonaccini - e non sottovalutiamo nulla: è giusto che i genitori denuncino, che la scuola si attivi immediatamente, che la comunità educante, i servizi e le istituzioni si sentano tutte coinvolte e reagiscano".

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