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Ftse Mib chiude positivo, spread in calo

13 gennaio 2021 | 18.22
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Milano, 13 gen. - (Adnkronos)

Grazie ad un miglioramento nella seconda parte, le borse europee sono riuscite a chiudere la seduta con il segno più. Spicca in particolare il buon andamento di Piazza Affari, dove il Ftse Mib è salito dello 0,43% a 22.743,65 punti, nonostante le elevate possibilità di una prossima crisi di governo. Con l’ipotesi-elezioni che sembrerebbe remota, è probabile che gli operatori stiano puntando sulla possibilità di un rimpasto che dia vita ad un nuovo esecutivo Conte.

In attesa di saperne di più sulla tenuta dell’attuale compagine governativa, lo spread è tornato a scendere portandosi a 110 punti base, quasi 3 punti percentuali in meno rispetto al dato precedente.

Indicazioni confortanti sono arrivate anche dall’intervento che il n.1 della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha tenuto nel corso del “Reuters Next”. Lagarde ha delineato un quadro incoraggiante poiché molte delle incertezze che in precedenza offuscavano le prospettive di rilancio si sono ridimensionate (basti pensare alle elezioni USA, alla Brexit e alle vaccinazioni). Per quanto riguarda il Recovery Fund, “deve essere attuato in maniera efficiente, rapida e sulla base di un solido piano strategico”.

A Piazza Affari giornata con il segno meno per Leonardo (-1,91%) in scia della notizia delle indagini per corruzione a carico di dieci manager del gruppo, che è parte lesa. Rosso mezzo punto percentuale per Fiat Chrysler (--0,42%) dopo il via libera al dividendo straordinario da 2,9 miliardi di euro nell’ambito della fusione con PSA (la cedola sarà staccata domani).

Giornata negativa anche per BPER (-1,23%), Banco BPM (-1,09%) e UniCredit (-0,89%). Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’istituto di Piazza Gae Aulenti avrebbe contattato tre top manager del calibro di Andrea Orcel, Tidjane Thiam e Martin Blessing per il ruolo di Ceo dopo l’addio di Mustier. Orcel, già in UBS, attualmente sarebbe in pole position.

Nuova giornata di guadagni per Azimut (+3,87%), che ieri ha annunciato di attendersi un utile 2020 da record compreso fra i 375 ed i 415 milioni di euro, e +2,93% di Hera nel giorno del piano industriale. “Alla luce dei positivi risultati del preconsuntivo 2020, superiori alle attese, la multiutility presenta il nuovo documento strategico quinquennale, che conferma sia il trend di crescita sia l’evoluzione verso un modello sostenibile”, riporta la nota della società. (in collaborazione con money.it)

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