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Licenziati in un mese, stretta sui furbetti del cartellino. Renzi: "Finita la pacchia"

15 giugno 2016 | 19.02
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"Il percorso riformatore va avanti, in attesa della madre di tutte le sfide che è il referendum costituzionale che si propone di dare stabilità e governabilità al Paese, la vita dei cittadini diventa più semplice". Lo ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Cdm che ha approvato i dlgs sulla semplificazione e la Pa.

Per i furbetti del cartellino "è finita la pacchia - ha sottolineato il presidente del Consiglio - chi fa questa cosa sta truffando lo Stato e quindi siamo al punto in cui prendi e vai a casa: c'è il licenziamento, in modo cattivo ma giusto".

"C'è tanta gente per bene tra i dipendenti pubblici, e anche privati, che 'glie rode' quando vede quelli che timbrano in mutande e poi non succede niente... - ha continuato Renzi - Il Cdm ha approvato un pacchetto che vuole dare dignità ai cittadini, perché non è possibile fare finta di niente, ed è anche una presa d'atto che facciamo un ottimo lavoro con i dipendenti pubblici", ha spiegato il premier.

Il ministro della Pa, Marianna Madia, ha annunciato che nel decreto sui licenziamenti dei 'furbetti del cartellino' ci sono "norme sulle sanzioni più rigide che nel privato". Per il dirigente che omette di intervenire e di avviare il procedimento disciplinare nei confronti del dipendente pubblico e quindi "si gira dall'altra parte, è previsto il licenziamento" ha spiegato Madia.

'FURBETTI DEL CARTELLINO' SOSPESI ENTRO 48 ORE - Il decreto sui licenziamenti approvato dal Cdm, in particolare sull'illecito disciplinare denominato falsa attestazione della presenza in servizio, prevede che "al dipendente colto in flagrante sarà applicata la sospensione cautelare entro 48 ore e attivato il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni". E' quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Il decreto proposto dal ministro Madia ha accolto "le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e sono state recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza unificata e dal Consiglio di Stato. In particolare, è stato precisato che la fattispecie di falsa attestazione della presenza in servizio comprende anche quella realizzata mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento".

Inoltre "è stato garantito al dipendente il diritto alla percezione di un assegno alimentare - nella misura stabilita dalle disposizioni normative e contrattuali vigenti (la metà della parte fissa dello stipendio ndr) - durante il periodo di sospensione cautelare dal lavoro; al fine di garantire un’opportuna scansione temporale delle diverse fasi del procedimento e per assicurare idonee garanzie di contraddittorio a difesa del dipendente, è stato previsto che con il provvedimento di sospensione si procede anche alla contestuale contestazione dell’addebito e alla convocazione del dipendente dinanzi all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari".

Infine, si legge nel comunicato "il dipendente sarà convocato per il contraddittorio con preavviso di almeno 15 giorni e potrà farsi assistere da un procuratore o da un rappresentante sindacale; nei casi in cui il dirigente abbia avuto notizia dell’illecito e non si sia attivato senza giustificato motivo è prevista la responsabilità per omessa attivazione del procedimento disciplinare e omessa adozione del provvedimento di sospensione cautelare e ne viene data notizia all’Autorità giudiziaria".

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