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Furto a casa di Paolo Rossi, le indagini: le ultime notizie

13 dicembre 2020 | 16.41
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(Fotogramma)

Caccia alla banda che ha compiuto il furto nella casa di Paolo Rossi nella giornata dei funerali di Pablito. Non l'opera di un singolo ma di una banda: è questa la pista investigativa che ha imboccato l'indagine sul furto, commesso in concomitanza con la giornata dei funerali celebrati nel duomo di Vicenza, nella villa di Paolo Rossi, all'interno dell'azienda agricola con agriturismo 'Poggio Cennina', in Valdambra, nel comune di Bucine, in provincia di Arezzo. Banditi che all'apparenza sembrerebbero aver preso ogni tipo di precauzione: non sarebbero state trovate impronte digitali sospette in casa e prima di fuggire hanno sottratto l'impianto di videosorveglianza interno.

La caccia ai ladri è a tutto campo e in ogni direzione: sono stati acquisiti i filmati disponibili delle telecamere, sia pubbliche che private, piazzate intorno alla zona dove è avvenuto il furto e sono state avviate anche le indagini sulle celle telefoniche nella speranza che i banditi abbiano utilizzato il cellulare nelle aree circostanti la tenuta dell'eroe del Mundial '82. Per gli investigatori dell'Arma c'è da ricostruire un lasso di tempo di 24 ore nel quale il furto nella residenza di Pablito è stato possibile, perchè lasciata incustodita dalla famiglia presente a Vicenza per le esequie.

Il furto è stato scoperto sabato 12 dicembre dopo le 19, quando un collaboratore della tenuta dell'ex calciatore è andato a controllare l'appartamento di Pablito, in vista del rientro a casa della moglie Federica Cappelletti e delle due figlie, e ha trovato una finestra rotta.

Secondo una prima ricostruzione da parte dei carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno (Arezzo), che conducono le indagini agli ordini del capitano David Millul, i ladri hanno rimosso la grata che blindava una finestra della cucina e poi hanno forzato il vetro per entrare all'interno: hanno cominciato così a girare per le stanze dell'abitazione di Rossi, rovistando nei cassetti e aprendo mobili, mettendo tutto a soqquadro.

I malviventi hanno potuto agire con una certa tranquillità anche perché il sistema d'allarme dell'abitazione non sarebbe stato inserito. Prima di andarsene, per garantirsi l'impunità, i ladri - secondo quanto risulta all'AdnKronos - hanno strappato anche l'apparecchio della video sorveglianza, in modo da non far ritrovare le immagini dell'accaduto riprese dalle telecamere. Il personale specializzato della compagnia valdarnese dei carabinieri ha svolto tra ieri sera e stamani i rilievi tecnici, scientifici e dattiloscopici per individuare tracce e impronte utili all'individuazioni degli autori del furto.

A un primo sommario controllo, dall'appartamento di Paolo Rossi sarebbero spariti soltanto il suo orologio Rolex, particolarmente caro all'ex calciatore, e la somma in denaro di circa 150 euro. I gioielli presenti in casa non sarebbero spariti. E non sarebbero stati toccati nanche i trofei calcistici nè le medaglie di Rossi. Ma solo nei prossimi giorni sarà fatto un inventario più preciso dei danni e degli ammanchi da parte della moglie Federica, che nella tarda serata di ieri è stata costretta far rientro in tutta fretta nella tenuta di "Poggio Cennina" dopo la scoperta del furto.

L'irruzione dei ladri sarebbe avvenuta in un arco temporale preciso: tra le ore 17 di venerdì 11 dicembre, quando il custode dell'azienda agricola avrebbe controllato per l'ultima volta l'abitazione di Rossi, e le 19 di sabato 12 dicembre, quando è stata scoperta la grata blindata forzata e la finestra scassinata.

Gli investigatori dell'Arma non escludono che i ladri abbiano monitorato per molte ore dalle vicinanze dell'agriturismo tutti gli spostamenti che avvenivano nella zona prima di commettere il colpo.

Il furto ha aggiunto dolore a dolore a Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, che ha inviato un messaggio al sindaco di Bucine, Nicola Benini: "Non voglio consentire a questi vigliacchi di rovinare questo fiume di affetto e amore che si è formato intorno a Paolo. Bucine è stata e sarà la nostra casa, qui abbiamo trovato la nostra serenità e felicità. Fino all'ultimo". In precedenza al "Qn - Quotidiano Nazionale", la moglie aveva detto subito dopo aver appreso del furto: "Non ho neppure la forza di parlare. Non bastava la morte di Paolo, non bastava lo stress di queste giornate massacranti, non bastava il dolore di tutti noi. Hanno voluto infangarlo anche nel giorno in cui tutta Italia lo piangeva". Il sindaco Benini, costernato per l'accaduto ("Una notizia che non avrei mai voluto sentire") ha espresso "la speranza che le indagini assicurino subito alla giustizia gli autori di un gesto così spregevole e vigliacco".

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