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G20: l'Australia gioca d'anticipo, no a tobin tax e nuove regole

20 febbraio 2014 | 19.52
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Sydney, 20 feb. - (Adnkronos/Dpa) - Alla vigilia dell'incontro dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20, in calendario sabato e domenica a Sydney, il 'padrone di casa', il ministro del Tesoro australiano Joe Hockney ha gia' messo le cose in chiaro: anche se l'Unione Europea spingera' in tal senso, il suo paese non ha intenzione di accettare una stretta sulle normative e una tassa globale sulle transazioni finanziarie.

"Non dobbiamo continuare ad aggiungere regole, dobbiamo puntare su regole migliori" ha detto il ministro, sottolineando come la necessita' resti quella di ampliare la base fiscale impedendo alle multinazionali di utilizzare stratagemmi e disparita' di tassazioni per operazioni di elusione fiscale. "Dobbiamo far si' che non ci siano 'buchi' fra i nostri sistemi fiscali" ha ammonito Hockney, che non ha esitato a prendere posizione contro chi vorrebbe ridurre i rischi.

"E' un errore provare a mettere regole per eliminare i rischi: se questi sono chiari agli investitori e le normative sono chiare, i mercati cresceranno" ha spiegato il ministro australiano, incontrando un gruppo di uomini d'affari. "Per rilanciare la crescita - ha scritto in un articolo apparso oggi - dobbiamo incoraggiare gli investimenti privati nelle giuste infrastrutture" che sono uno degli elementi fondamentali per creare occupazione. (segue)

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