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G20, niente 'red carpet' per Obama: è scontro fra cerimoniali Usa e Cina

04 settembre 2016 | 12.52
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(Afp)

Incidente diplomatico all'arrivo di Barack Obama ad Hangzou per il G20. Di fronte all'Air Force One appena atterrato, non c'era la solita scaletta in corrispondenza del portellone di prua ad accogliere l'ospite. Lo staff americano a terra si è affrettato a cercare una soluzione di emergenza, perché il presidente potesse sbarcare dall'aereo. Fotografi e cameramen accreditati alla Casa Bianca sono poi stati aggrediti verbalmente dal cerimoniale cinese, che ha chiesto loro di lasciare l'usuale postazione ai piedi dell'aereo del presidente.

Un funzionario dell'Amministrazione è intervenuto, spiegando ai cinesi che i rappresentanti dei media non si sarebbero mossi dal punto in cui si trovavano. Questi ha risposto, urlando: "è il nostro paese!" prima di avviare uno scontro verbale con la consigliera per la sicurezza nazionale Susan Rice e con il suo vice Ben Rhodes che si erano avvicinati ai giornalisti accreditati.

Ma non solo, appena un'ora prima dell'arrivo dell'aereo ieri, diversi funzionari del cerimoniale della Casa Bianca sono stati fermati, ed è stato impedito loro di entrare alla Westlake Statehouse del G20 in cui si sarebbe svolto l'incontro fra i due presidenti. Anche in questo caso, c'è stato uno scontro verbale con i cinesi. "Il presidente arriva fra un'ora", ha dichiarato un funzionario esasperato ai suoi interlocutori cinesi, che fra l'altro sono quasi arrivati alle mani fra loro, quando uno di loro ha cercato di aiutare gli americani e un altro gli si è scagliato contro.

Venti minuti prima dell'arrivo di Barack Obama e Xi Jingping, le due parti ancora discutevano sulla stanza in cui l'incontro avrebbe dovuto svolgersi, con i cinesi che sostenevano che nel luogo precedentemente concordato non ci sarebbe stato spazio per i 12 giornalisti del pool americano. Infine, l'ultimo diverbio fra le parti, sul numero di giornalisti cha avrebbero dovuto seguire i due presidenti dopo il loro incontro, verso le macchine della delegazione americana.

Avrebbero dovuto essere sei, ma i cinesi hanno chiesto che fosse uno solo. "E' la nostra soluzione", ha detto un funzionario cinese. "Ma la vostra soluzione continua a cambiare", ha risposto un americano. Alla fine, due giornalisti americani sono stati autorizzati a seguire l'evento. L'incidente a conclusione del mandato di Obama viene considerato, dal Washington Post, come una buona illustrazione dell'impotenza della sua amministrazione a cambiare le relazioni con Pechino e a riempiere di contenuti lo slogan del 'pivot to Asia' che avrebbe dovuto caratterizzarla.

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