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G7: Cgil, Cisl e Uil, responsabilità per governare transizione digitale

29 settembre 2017 | 18.19
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Azioni concrete per garantire una distribuzione equa dei vantaggi derivanti dalle economie globalizzate e digitalizzate. E la richiesta contenuta nel documento che Cgil, Cisl e Uil, insieme ai sindacati di Francia, Germania, Usa, Canada, Giappone e Regno Unito presenteranno ai ministri dei rispettivi paesi riuniti a Venaria per il summit sul Lavoro. A sintetizzare i punti essenziali, i tre leader confederali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, nel corso di un colloquio informale che preceduto l'incontro con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a cui seguirà quello con tutti i ministri del G7. "Nel documento- ha spiegato la leader della Cgil, Camusso - ci sarà innanzitutto il tema della responsabilità che hanno i governi su come governare i processi di transizione verso la nuova era digitale, quindi dalla qualità del lavoro a strumenti a sostegno della formazione. Inoltre - ha proseguito - facciamo una formale richiesta che si smetta di parlare in tema di 'gig' di lavoro informale, ossia di lavoretti per dargli, invece, il riconoscimento di lavoro effettivo".

Altra richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali, il rispetto, nel mondo della new economy, dei diritti fondamentali, come salari dignitosi e protezione sociale in tutta l'economia digitale e, in particolare, nell'economia delle piattaforme, a fronte di forme crescenti di lavoro precario, di lavoro autonomo. "Nel mondo - ha evidenziato al proposito il segretario generale Uil, Barbagallo - la differenza tra ricchi e poveri è aumentata, quindi c’è qualcosa che dobbiamo riequilibrare, a partire dall’innovazione dell’impresa 4.0. Bisognerà quindi - ha chiosato - far sviluppare l'industria dando anche risposte al mondo del lavoro".

"Bisogna rimettere al centro delle scelte dei governi il tema della crescita del lavoro - ha aggiunto la leader della Cisl, Furlan - abbiamo attraversato un periodo di crisi mondiale che ha travolto milioni di posti di lavoro, è evidente che dobbiamo rimettere regole dove sono state tolte, in modo particolare sui mercati finanziari. L’argomento va affrontato tutti insieme, mettendo al centro la partecipazione perché non possiamo permetterci che in un futuro ormai prossimo ci siano nuovi esclusi con l’applicazione di nuove tecnologie. Gli aspetti contrattuali, in particolare quelli che fanno riferimento al diritto e alla formazione, sono indispensabili", ha concluso.

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