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Garante protezione dati personali: "Passi avanti su privacy"

04 febbraio 2019 | 16.35
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"I primi mesi di applicazione del Gdpr sono stati un po' una rincorsa, sono anche cresciuti reclami e segnalazioni a cui l'Autorità cerca di fare fronte pur avendo mezzi limitati. Ma il senso vero di questa norma è che si fanno passi in avanti insieme e si fanno tutti nella stessa direzione in Europa e addirittura nel mondo, perché si è capito, come nel recente caso degli accordi col Giappone, che la regolamentazione della tutela dei dati personali è fondamentale anche per lo sviluppo economico di un Paese". Lo ha detto Giuseppe Busia, Autorità Garante italiana per la protezione dei dati personali, intervenendo al convegno organizzato da Osservatorio 679 dal titolo 'Consapevolezza e responsabilizzazione- Etica, accountability, effettività ed efficacia, la rosa dei venti del Gdpr', tenutosi alla Sala della Lupa alla Camera dei deputati, a Roma.

Il Garante in questi mesi, ha spiegato Busia, ha lavorato intensamente di concerto con le parti interessate al Gdpr: "Le linee guida europee non sono 'puntuali' perché lasciano all'accountability dei soggetti il compito di riempire le parti mancanti del regolamento. Abbiamo lavorato per individuare misure di garanzia in modo tale che la norma non sia slegata dalla realtà; stiamo lavorando sui codici deontologici, strumenti essenziali per l'assunzione di responsabilità in cui gli stessi operatori propongono e garantiscono le regole".

Le certificazioni sono "uno dei tanti strumenti per dimostrare e comunicare la volontà di adempiere alle regole", mentre sul fronte dell'accreditamento, ha aggiunto Busia, "lavoriamo in reciproco scambio con Accredia con cui stipuleremo un protocollo per, rispettando ciascuno per il proprio ruolo, far funzionare al meglio il sistema".

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