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Cucchi-Aldrovandi: "Fare chiarezza su foto bendato"

28 luglio 2019 | 10.35
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Gasparri: "Non trasformare episodio in un'inchiesta sui carabinieri". Pg Roma: "In interrogatorio esclusa ogni forma di costrizione"

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“Su questo episodio della foto dell'indagato per l’omicidio del carabiniere bendato in caserma, le parole dei vertici dell’Arma sono chiare e definitive pertanto gli accertamenti in corso accerteranno quanto è avvenuto. Non vorrei però che questo episodio trasformi questo caso in una inchiesta sui carabinieri. Ricordiamoci che la tragedia e l’atto di efferata criminalità da punire presto e in modo ultra severo è l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello. Attenzione a non seminare confusione perché questo sarebbe intollerabile”. Così all’Adnkronos Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, commenta la foto che ritrae uno dei due americani indagati mentre viene interrogato in caserma davanti a un pc con una benda agli occhi.

L’omicidio “sconcerta come tutti gli episodi di questa natura ma è ancora più devastante se si pensa che sarebbe stato compiuto da due ragazzetti che hanno mostrato una feroce sorprendete e imprevedibile – aggiunge Gasparri - in una rete di rapporti con spacciatori e altri soggetti di altra nazionalità che dimostrano quanto sia fuori controllo la questione della sicurezza che alcuni affrontano con gli slogan anziché con strategie serie”.

"Queste sono cose che non devono accadere", è il lapidario commento di Ilaria Cucchi, all'Adnkronos, in relazione alla foto. “Di qualsiasi cosa si possa essere accusati e qualunque sia la nazionalità” spiega, aggiungendo che "il mio pensiero va comunque alla famiglia del vice brigadiere”. "Una scena che non vorrei mai vedere. Parliamo della morte di un carabiniere, questo non dobbiamo perderlo di vista, ma non si può giustificare quanto accaduto. Provo rabbia, ma soprattutto compassione, per le puntuali strumentalizzazioni della classe politica su questa vicenda ma anche sul caso di Bibbiano. Siamo di fronte a una barbarie culturale che ben rispecchia la perdita di ogni dignità e barra del timone da parte della classe politica", dice all’Adnkronos Fabio Anselmo, avvocato di Ilaria Cucchi.

"Quella foto con il ragazzo bendato è terribile - continua - uno Stato vero deve proteggere gli operatori delle forze dell’ordine ma anche garantire chiunque, qualunque cosa abbia commesso, altrimenti non è civile. Al di là del dolore per la famiglia del carabiniere e della vergogna per quella scena, provo amarezza per una classe politica che specula su questa e altre vicende. E una povertà culturale che mi spaventa".

“Se non si conosce l’autenticità e non si sa chi ha scattata questa foto è difficile dare una interpretazione. Però credo ci sia bisogno di chiarezza questa volta come le altre. Ci vuole trasparenza. Quando ci sono episodi di violenza che coinvolgono le forze dell’ordine ci vorrebbe enorme cautela e grande professionalità", dice Patrizia Moretti Aldrovandi, mamma di Federico, all’Adnkronos.

“Legittimo che debba essere interrogato – afferma - ma perché una benda? Le modalità delle persone fermate, e purtroppo lo sappiamo perché ci siamo passati, può essere pericolosa e illegale. Spero che non accada mai più”. Quanto al carabiniere ucciso con 8 coltellate, afferma: "Si tratta di un omicidio e come tale va indagato non perché si tratta di un militare ma perché è una persona".

Intanto il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi scrive in una nota: "Ai fini dell'accertamento delle responsabilità disciplinari derivanti dall'uso di mezzi di costrizione su persona in stato di custodia e dalla diffusione di una fotografia della persona in manette, la procura generale ha avviato indagini disciplinari. Le informazioni fornite dalla Procura della Repubblica di Roma circa le modalità con le quali è stato condotto l'interrogatorio consentono di escludere ogni forma di costrizione in quella sede". "Gli indagati sono stati presentati all'interrogatorio liberi nella persona, senza bende o manette - aggiunge Salvi - All'interrogatorio è stato presente un difensore. L'interrogatorio è stato condotto da due magistrati, è stato registrato e ne è stato redatto verbale integrale. Gli indagati sono stati avvertiti dei loro diritti. Le indagini proseguono per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l'indagato e abbia ritenuto di tenere l'indagato in manette; si accerteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza" conclude la nota.  

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