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Gaza, notte di raid: Israele bombarda oltre 60 obiettivi. Hamas: "Si va verso una nuova tregua"

25 agosto 2014 | 08.11
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Colpiti 65 luoghi ritenuti sensibili, tra i quali anche un sito di razzi usati per colpire Gerusalemme. Tre palestinesi sono rimasti uccisi, decine i feriti. Dalla Striscia lanciati sette missili finiti in un'area disabitata vicino a Tel Aviv. Netanyahu: "L'operazione va avanti". Unicef: quasi 500 bambini e adolescenti tra le vittime

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(Infophoto)

Ancora una notte di raid israeliani contro la Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito da una portavoce delle Forze di difesa, nelle ultime 24 ore è salito a 65 il numero degli obiettivi bombardati, tra cui un sito per il lancio di razzi usato per colpire Gerusalemme. Intanto, questa mattina all'alba le sirene sono risuonate a Tel Aviv dopo il lancio di almeno sette razzi che sono finiti in un'area disabitata.

A causa dei nuovi raid sono morti tre palestinesi. Lo riferiscono i media palestinesi, citando fonti mediche. Le vittime sono Farhana al-Attar, uccisa da un missile che ha colpito la sua abitazione, e Yasin al-Biltaji e Yahya Abu Daqin, entrambi morti in un raid sul sobborgo di Tuffah, a Gaza City. Al momento si contano anche decine di feriti.

Le forze armate israeliane hanno confermato gli attacchi, dichiarando che gli aerei da guerra hanno eseguito 16 raid sull'enclave. Alcuni testimoni, citati dalla stampa palestinese, hanno riferito che negli attacchi sono state distrutte due moschee a Beit Hanun, nel nord della Striscia di Gaza.

Ieri il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che l'operazione militare contro la Striscia di Gaza potrebbe proseguire a settembre e comunque "fino a che i nostri obiettivi non saranno stati raggiunti".

Possibile un nuovo cessate il fuoco - Si profila un nuovo cessate il fuoco temporaneo nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito una fonte di Hamas nell'enclave palestinese, secondo la quale il ministero degli Esteri egiziano potrebbe annunciare l'entrata in vigore della tregua già nelle prossime ore.

La fonte, citata a condizione di anonimato dall'agenzia Xinhua, ha riferito che sono in corso "intensi" contatti tra l'Egitto, che ha il ruolo di mediatore nei negoziati indiretti, e i leader di Hamas in Qatar.

Il nuovo accordo è basato sui principi dell'intesa mediata dall'Egitto nel 2012. Sempre secondo la fonte, i palestinesi hanno già accettato i termini per la nuova tregua, mentre Israele deve ancora rispondere ufficialmente, anche se ci sono segnali positivi a riguardo.

Stando a quanto riportato dal sito di Ynet, Osama Hamdan, responsabile per le relazioni internazionali di Hamas, ha confermato che gli sforzi diplomatici per raggiungere una tregua a Gaza "si sono intensificati", ma le parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo.

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