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Gb, report partygate: "Indegno di leadership". Johnson: "Mia responsabilità"

25 maggio 2022 | 14.01
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Il rapporto di Gray inchioda il premier e alti funzionari britannici per aver violato le norme anti-Covid durante il lockdown: "Troppo alcol". Lui: "Mortificato"

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(Afp)

Quanto accaduto "non è stato all'altezza" degli standard richiesti a una leadership e "molti resteranno sgomenti per il fatto che un comportamento di questo tipo abbia avuto luogo nel cuore del governo". Lo scrive Sue Gray nel rapporto 'partygate' che inchioda alle loro responsabilità funzionari britannici di alto livello, compreso il primo ministro Boris Johnson, per aver violato le norme anti-Covid durante il lockdown.

Riferendosi a un evento tenutosi il 18 giugno 2020 - una festa nell'Ufficio di gabinetto per celebrare la partenza di un funzionario di Downing Street - Gray parla di una quantità eccessiva di alcol consumata.

"L'evento è durato diverse ore" e "c'è stato un consumo eccessivo di alcol da parte di alcuni individui", afferma il rapporto, che parla anche di "un piccolo alterco" tra due dei presenti.

Johnson: "Mi assumo piena responsabilità"

"Mi assumo la piena responsabilità di tutto ciò che è accaduto sotto il mio sguardo". Così il primo ministro britannico, Boris Johnson, parlando ai Comuni dopo la diffusione del rapporto integrale sullo scandalo 'partygate', le feste che si sono tenute a Downing durante il lockdown in violazione delle norme anti-Covid.

Nel suo intervento Johnson ha ringraziato l'autrice del rapporto, Sue Gray, e Scotland Yard per le loro indagini e ha ripetuto le sue "scuse" per le feste 'illegali'. Il primo ministro ha sottolineato che questa è la sua prima opportunità per "definire il contesto" e che le proposte di "cambiamento e riforma" di Downing Street sono in fase di attuazione.

"Queste persone lavoravano per tantissime ore", ha proseguito il primo ministro, pur riconoscendo che "questi incontri sono andati molto oltre del necessario e hanno chiaramente violato le regole".

Sulle polemiche nate dopo le sue precedenti affermazioni in Parlamento, quando a precisa domanda replicò che non c'erano state feste a Downing Street e che tutte le regole erano state rispettate, Johnson ha precisato di non aver fuorviato consapevolmente il Parlamento, dicendo che all'epoca era ciò che "credeva fosse vero".

Il primo ministro si è infine detto "mortificato" per quanto accaduto. "Voglio concludere dicendo che, nonostante gli errori, continuo a credere che i dipendenti pubblici e i consiglieri in questione siano brave persone che lavorano sodo, motivate dalla più alta vocazione a fare il meglio per il nostro Paese", ha detto.

Il premier ha invece escluso le dimissioni. "Io devo continuare ad andare avanti e il governo deve continuare ad andare avanti", ha dichiarato in conferenza stampa. "Tutto quello che posso dire è che penso davvero, dato tutto quello che sta succedendo in questo momento, che sia mio compito portare avanti e mantenere gli impegni del nostro programma politico".

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