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Venezia: Gdf arresta due spacciatori, sequestrati droga ed esplosivo

02 luglio 2014 | 12.40
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Insieme ad un complice avevano messo su una 'florida impresa' ed ognuno aveva un compito preciso: uno reperiva la droga, uno la distribuiva e il terzo si occupava di venderla al minuto. Uno dei fermati è il figlio di un ex esponente della cosiddetta ''Mala del Brenta''

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Il Gico della Guardia di Finanza di Venezia, su ordine del Gip presso il Tribunale del capoluogo, ha tratto in arresto un quarantenne (noto in provincia in quanto figlio di un ex esponente della cosiddetta ''Mala del Brenta'', e un 35enne, entrambi di Campagna Lupia (Ve). A un ulteriore complice 29enne di Comacchio (Fe), è stato invece notificato l'obbligo di dimora.

Le indagini sono nate dall'arresto di un cittadino italiano, che dopo essere finito dietro le sbarre ha deciso di collaborare con gli inquirenti, fornendo informazioni che hanno consentito di risalire ai tre mercanti di coca. Ognuno di loro aveva un ruolo preciso: il primo reperiva lo stupefacente in quantità tali da riuscire addirittura a ''saturare'' il mercato della provincia veneziana; il secondo lo distribuiva, dopo aver tagliato e confezionato le dosi; e il terzo si occupava periodicamente della vendita al minuto.

Grazie al supporto dello Scico di Roma, inoltre, le posizioni dei tre arrestati sono state passate al setaccio anche dal punto di vista patrimoniale, rilevando significative incongruenze tra i redditi dichiarati e i beni posseduti. Da questi approfondimenti, è emerso chiaramente che i trafficanti conducevano un tenore di vita assolutamente al di sopra delle proprie possibilità e incompatibile con i profitti ufficialmente dichiarati.

Grazie alla loro attività criminosa, infatti, i tre erano riusciti a incrementare notevolmente il proprio patrimonio, ''coprendo'' le acquisizioni di beni attraverso l'accensione di finanziamenti e mutui bancari, in modo da nascondere la provenienza illecita delle somme utilizzate.

Sulla base delle risultanze investigative, il Gip alla sede di Venezia ha dunque disposto le misure restrittive nei confronti dei tre spacciatori e il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per sproporzione prevista dalla normativa antimafia, del loro patrimonio, per un valore di 1.200.000 Euro.

Nel corso delle indagini, inoltre, è stato sequestrato oltre mezzo chilogrammo di cocaina e, sulla base delle informazioni fornite da uno degli arrestati, è stato anche recuperato e sequestrato dell'esplosivo del tipo Pentrite (notoriamente utilizzato dalla criminalità per far esplodere i bancomat), che era stato sotterrato in un campo nei pressi di Mira (Ve).

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