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Gdo: addio file a casse, sempre più vuoti 'carrelli degli utili' per aziende

08 maggio 2015 | 14.59
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Per Cobolli Gigli (Federdistribuzione), "servono interventi contro evasione fiscale, contraffazione e lavoro irregolare" e sono rilevanti gli esuberi Auchan, per i quali i sindacati hanno indetto uno sciopero. L'allarme a Roma

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Addio file alle casse e buste piene. Con centri commerciali e ipermercati meno affollati, sono sempre più vuoti i 'carrelli degli utili' delle aziende della Grande distribuzione organizzata, che, dopo aver retto negli anni della crisi, continuando a investire nonostante gli utili più ridotti, iniziano a tagliare negozi e dipendenti, come mostrano gli annunci di questi giorni di Auchan, Carrefour e Mediaworld. E per resistere alla crisi chiedono interventi contro evasione fiscale, contraffazione e lavoro irregolare.

"La situazione di crisi della grande distribuzione organizzata non nasce oggi -spiega in un'intervista a Labitalia Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, associazione che raggruppa i maggiori marchi della Gdo- ma da anni di cali dei consumi e dei fatturati che noi abbiamo sempre denunciato".

"Basti pensare - prosegue - che tutta la distribuzione organizzata, alimentare e non, vedeva nel 2000 un utile sul fatturato netto dell'1,4%, mentre nel 2014 è dello -0,1%. E' naturalmente un dato di media sull'andamento di 170 aziende, e tra queste ci sono aziende in una situazione di relativa difficoltà e altre che invece attraversano una situazione di difficoltà più seria".

Una situazione che può essere fronteggiata, avverte, "solo se si fa una vera lotta alla contraffazione, che vale 7mld di euro, all'evasione fiscale e al lavoro irregolare". "Il governo ha fatto bene con il Jobs Act -continua Cobolli- e ci auguriamo interventi anche su questi temi".

Cobolli Gigli ribadisce che comunque l'apporto della Gdo all'economia italiana è fondamentale. "In tutti questi anni -sottolinea- nonostante i cali degli utili e dei margini di guadagno, abbiamo mantenuto i livelli di occupazione e continuato, come Grande distribuzione, a garantire 2,5-3 mld di investimenti all'anno. Una quota che è certo calata per la crisi, ma che resta comunque importante".

"E per quanto riguarda l'occupazione, nella Gdo, alimentare e non, lavorano -rimarca- 450mila persone, il 92% delle quali a tempo indeterminato, e con una percentuale del 58% di donne. E' chiaro che il forte calo dei consumi e quindi delle vendite ha investito profondamente gli utili del nostro settore".

E le difficoltà del comparto discendono anche dalle nuove abitudini degli italiani, che tornano al 'vecchio' amore, i supermercati. "Ci sono poi -spiega- le difficoltà che incontrano gli ipermercati, che sono quelle strutture che si trovano fuori dal centro città, per le quali è necessario utilizzare l'auto, e che incontrano più 'stanchezza' nelle vendite rispetto ai supermercati, che si trovano nei centri cittadini e che noi chiamiamo negozi di prossimità".

"Quello che stiamo riscontrando - dice - è che quindi c'è più propensione, in questo momento, ad acquistare nei supermercati rispetto agli ipermercati".

Ma, in particolare, sono alcuni settori della gdo a soffrire. "Riscontriamo poi molte difficoltà -spiega- per il settore dell'elettronica, che fino a poco tempo fa andava molto bene, come anche per il tessile-abbigliamento. Vanno bene invece le attività del bricolage e fai da te e dei prodotti per la casa che anzi prevedono ancora investimenti nel nostro Paese".

Ma le previsioni per il futuro non sono così negative. "Nel 2015 registriamo un +0,7 nelle vendite e non un calo - ammette - e questo ci fa pensare che il 2015 non sarà un anno di nuovo calo ma di assestamento nelle vendite. E' un momento complicato, ma non dobbiamo drammatizzarlo".

Nessuna drammatizzazione e le aziende guardano già a come recuperare le quote di mercato perse con la crisi. "Le aziende della grande distribuzione -spiega Cobolli Gigli- stanno sempre più crescendo nell'utilizzo del web, come alleato e strumento per crescere nelle vendite e nelle quote di mercato".

"E stanno anche cambiando le strategie di vendite: dalle grandi promozioni su tanti prodotti si va sempre più verso i 'prezzi bassi tutti i giorni'", conclude.

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