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Gdo, in primi 11 mesi vendite 'Non food' -14,9%, tonfo calzature e abiti -25%

28 gennaio 2021 | 16.53
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Federdistribuzione: "Preoccupati per danni subiti e prospettive sul 2021"

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(Fotogramma)

La situazione delle vendite nella Gdo, soprattutto a partire dal settore Non-food "è estremamente preoccupante sia per i danni già creati dalle restrizioni dovute all'emergenza sanitaria covid-19 sia per le prospettive". A delineare lo scenario è il presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara in un'intervista all'Adnkronos, in rappresentanza delle aziende della Distribuzione Moderna associate, 14.000 punti vendita (di cui 6.300 in franchising) e oltre 200.000 addetti.

Un settore del commercio che come altri è fortemente penalizzato, nel 2020 infatti, Federdistribuzione stima su 11 mesi, da gennaio a novembre (progressivo annuo) un calo di -14,9%, mentre il calo tendenziale a novembre è di -25,7% (dati Istat). Analizzando le singole categorie merceologiche si riscontra un calo a doppia cifra di tutti i principali settori negli undici mesi, secondo gli indicatori raccolti dall’Ufficio Studi Federdistribuzione: Calzature e articoli da viaggio -25,6; Abbigliamento -24,3%; Giocattoli, attrezzatura sportiva, campeggio -15,8%; Mobili, arredamento -12,8%; Profumeria, cura della persona -8,9%; Casalinghi -4,8%. In netta controtendenza invece, le dotazioni informatiche con +28,7%. In questo scenario si muovono in direzione diametralmente opposta le vendite relative al commercio elettronico che registra un incremento tendenziale del +50,2% e un progressivo annuo del +34,8%.

E a dicembre, nonostante Natale, l'andamento ricalca il trend annuale. "A dicembre abbiamo assistito a un massacro laddove gli incassi valgono da 2 a 4 volte gli incassi medi dell'anno in alcuni comparti - riferisce Gradara - e purtroppo non c'è un outlook chiaro su quello che accadrà nei prossmi mesi"

"Volendo guardare al futuro, in una logica di ripresa e di rilancio, - spiega il presidente di Federdistribuzione - il mondo dei consumi, di cui le vendite al dettaglio sono una parte molto importante, - in quanto i consumi interni rappresentano il 60% del Pil di cui le vendite al dettaglio il 22%, se non si rimette in moto questo comparto, - è evidente che pesa tantissimo sul recupero economico del nostro Paese". "L'avvio del nuovo anno e gli stessi saldi stanno andando male..."

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