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**Generali: distribuirà oltre 5 mld di dividendi entro fine 2018**

27 maggio 2015 | 08.01
LETTURA: 9 minuti

In corso l'Investor Day a Londra sui nuovi target. Sale il titolo in Borsa (+1,9%)

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Generali alza i dividendi: la sede di Trieste.

Le Assicurazioni Generali puntano sui big data e prevedono di distribuire dividendi cumulati per oltre 5 mld di euro entro la fine del 2018. Il dividendo è uno dei principali target annunciati dalla compagnia, che oggi tiene l'Investor Day a Londra. E' prevista una generazione di cassa di oltre 7 mld (Net Free Cash Flow) in totale di qui al 2018.

L'attuale livello di dividendo, quello relativo all'esercizio 2014, è di 930 mln di euro. Quello annunciato oggi, dice il Group Ceo Mario Greco, è "un target di dividendi nettamente superiore".

La compagnia prevede di realizzare ulteriori risparmi per 0,5 mld di euro entro il 2018, in aggiunta a 1 mld di tagli sui costi già preventivati entro il 2016. L'Economic Solvency Ratio pro forma a fine 2014 (calcolato secondo il modello interno, in linea con i principi di Solvency II) è del 186%. "La posizione di capitale delle Assicurazioni Generali è adeguata e ora possiamo andare avanti a sviluppare il business", dice il Group Ceo Mario Greco.

L'Economic Solvency Ratio pro-forma a fine 2014, ha spiegato il manager, è basato su "un modello interno completamente in linea con Solvency II", mentre in precedenza "avevamo un misto tra Solvency I e Solvency II", ma non è stato ancora approvato dalle autorità, cui sarà sottoposto prossimamente.

Nel 2015-2018 sono previsti investimenti totali per 1,25 mld. La compagnia si impegna a mantenere, nel corso del periodo di piano, un livello di redditività sul capitale (Roe operativo) superiore al 13%. La compagnia intende rafforzare la propria piattaforma operativa per garantire una più elevata efficienza tecnica.

La compagnia punta sui big data e ha in corso una trattativa in via esclusiva per acquisire la società MyDrive Solutions, basata in Gran Bretagna, specializzata nella profilazione dei clienti. Generali nominerà un Chief Data Officer, Elena Rasa, a diretto riporto del Group Ceo.

"La nostra strategia - afferma il Group Ceo delle Generali, Mario Greco - definisce un modello di business completamente nuovo per Generali e per il settore assicurativo basato sul servizio al consumatore e la fidelizzazione dei clienti, sugli strumenti di data analytics, su un intenso uso della tecnologia e su un’eccellente generazione di cassa".

"L’obiettivo - prosegue Greco - è di differenziarci dalla concorrenza e affrontare le sfide emergenti del settore assicurativo facendo di Generali il leader dell’assicurazione retail in Europa. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo faremo leva sui nostri punti di forza rappresentati da un’ampia base clienti in Europa, una delle maggiori reti di agenti del mondo e capacità tecniche tra le più elevate del mercato".

Inoltre, aggiunge Greco, "saremo in grado di agire con rapidità e con la sicurezza che ci deriva dall'aver completato con successo, in anticipo di un anno, la strategia di turnaround che abbiamo lanciato nel 2013".

La strategia delle Generali che verrà presentata oggi, conclude il manager, "è tutta a perimetro definito. Non stiamo guardando e non considereremo acquisizioni: abbiamo tutto quello che serve".

Le Assicurazioni Generali continueranno a crescere in Asia e in America Latina, ma sono, e resteranno, "un gigante europeo", focalizzato sul Vecchio Continente, assicura Greco.

"Noi - afferma il manager - siamo molto interessati sia all'America Latina che all'Asia. La nostra posizione in Asia ha alcuni punti di forza che vogliamo valorizzare ulteriormente: la Cina è un mercato su cui siamo molto forti. Abbiamo un partner fantastico, la seconda società per capitalizzazione di mercato al mondo, un partner con cui abbiamo eccellenti rapporti, la China National Petroleum Corporation".

"Siamo grandi e facciamo utili in Cina - prosegue Greco - vogliamo continuare a crescere. Ci interessa molto l'Indonesia, dove stiamo crescendo molto bene, e abbiamo anche lì avuto dei risultati assai interessanti".

"In America Latina - aggiunge il manager - siamo i primi nel mercato argentino, stiamo ristrutturando il Brasile e abbiamo un business promettente in Colombia. Però le Generali sono un gigante europeo: la dimensione che abbiamo in Europa ci dice che questo è il nostro Dna".

"Le Generali - continua Greco - da 180 anni sono un gigante europeo. Sono nate al centro dell'Europa, hanno una fortissima storia legata a questo continente, che è comunque ancora la zona più ricca del mondo dal punto di vista assicurativo".

"Noi - conclude il manager - riaffermiamo la centralità dell'Europa per i destini futuri di Generali: cresceremo in Asia e America Latina, ma rimarremo nei prossimi anni una società con una fortissima cultura europea. E non pensiamo che questo sia sbagliato, che sia una debolezza della compagnia".

Sul destino della partecipazione in Telecom, legato allo scioglimento della holding Telco, in sospeso in attesa dell'ok dell'autorità antitrust argentina, Greco ha mantenuto la linea di sempre. "Ho detto nel 2013 - ha ricordato - che non avevamo partecipazioni strategiche e che avremmo disposto nelle maniere più opportune di tutte le vecchie partecipazioni strategiche e questo rimane vero".

"Noi - continua Greco - non abbiamo partecipazioni strategiche, facciamo quello che è più opportuno fare e quello che più ci conviene fare: utilizziamo il capitale che gli azionisti ci hanno dato per sviluppare il business assicurativo. Siamo una società di assicurazioni e facciamo assicurazioni".

Greco, infine, non ha commentato la possibilità che nella compagnia venga introdotto il voto plurimo per gli azionisti di lungo corso, tema che dovrebbe essere affrontato dal consiglio di amministrazione, come ha annunciato il presidente Gabriele Galateri di Genola.

"Noi non stiamo lavorando per far crescere il titolo - ha risposto interrogato sul punto - noi stiamo lavorando per fare il meglio possibile del business di Generali nel mondo e in Europa principalmente. Noi siamo qui oggi per parlare di strategia, di obiettivi, di business, di mercato. Per favore, fatemi domande solo su questo".

Il tema della possibile introduzione del voto maggiorato è stato sollevato dall'azionista De Agostini, per bocca di Lorenzo Pellicioli, che vede con favore l'ipotesi, al pari degli azionisti Benetton e Caltagirone.

Galateri ha detto che verrà discusso in consiglio, ma Alberto Nagel, ad di Mediobanca, primo azionista della compagnia, ha rilevato che si tratta di una materia "interessante" ma "delicata", che andrebbe discussa con gli investitori istituzionali, per comprenderne l'orientamento.

Il Cfo Alberto Minali non si è espresso sull'ipotesi, dicendosi "neutrale" su un tema di stretta competenza degli azionisti. Per Giulio Sapelli, docente di Storia Economica all'Università Statale di Milano, economista e consulente d'impresa, il voto plurimo è una forma di "barocchismo deteriore" che complica la governance delle società.

Andrea Viganò, numero uno in Italia di BlackRock, terzo azionista della compagnia triestina, l'altroieri ha detto che per il gestore il voto maggiorato, in Generali come in tutte le altre società in cui investe, rappresenterebbe un problema operativo di non poco conto, essendo già sufficientemente complicata l'attività di threshold reporting (la comunicazione del superamento delle soglie rilevanti) in vigenza del principio un'azione-un voto.

Tra gli azionisti, l'amministratore delegato di Mediobanca ha recentemente ricordato di aver convinto tre anni fa, insieme ad altri,"Mario Greco a unirsi a noi nel consiglio e a ricoprire la posizione di Ceo. I risultati di Generali sono positivi, ma quello che è più positivo non sono i risultati trimestrali o annuali, ma la visione strategica di lungo termine di Generali". Visione a lungo "che è esattamente quello che avevo in testa - ha sottolineato - quando insieme ad altri consiglieri abbiamo convinto Mario a raggiungerci: focalizzazione sul business assicurativo, disciplina sull'uso del capitale, evoluzione di Generali in un gruppo più integrato a livello di practice Vita, danni e risparmio gestito". Nagel, quindi, è "sicuramente molto soddisfatto" della gestione della compagnia assicurativa.

Positivi i primi giudizi degli analisti. Per Ubs, "nel complesso, i piani" del management "hanno senso e rappresentano "una nuova direzione per il gruppo, molto incoraggiante".

Secondo Jp Morgan Cazenove, "vito che riteniamo che ci fossero aspettative basse", i nuovi obiettivi "sono positivi e robusti. Siamo overweight sul titolo, per le nostre previsioni di una sostenuta crescita del dividendo".

Bofa Merrill Lynch evidenzia l'Economic Solvency Ratio al 186%, "un dato forte, che dovrebbe eliminare secondo noi qualsiasi residua preoccupazione sul capitale".

Rbc "continua a considerare Generali come meglio posizionata rispetto ai concorrenti per riuscire a mettere a segno una crescita degli utili e dei dividendi nel corso dei prossimi anni, con le iniziative sui costi e i miglioramenti nel modello di business a trainare la generazione di cash".

Per Banca Akros, membro del circuito Esn, "i nuovi obiettivi potrebbero colmare il gap con i concorrenti, allineando la politica dei dividendi e la posizione patrimoniale di Generali a quelle dei concorrenti". La raccomandazione sul titolo passa da 'neutral' ad 'accumulate'.

Il mercato ha quindi accolto bene i nuovi obiettivi delle Generali, in particolare riguardo ai dividendi. In Borsa il titolo guadagna l'1,92% a 18,08 euro, sovraperformando l'indice settoriale Ftse Italia All Share Insurance, che segna +1,58%, e anche il Ftse Mib, in verde dell'1,23%. A Francoforte Allianz cede l'0,5%, a Parigi Axa guadagna lo 0,15% e Aviva a Londra sale dello 0,1%.

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