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Generali: Viganò (BlackRock), voto plurimo per noi sempre problematico

25 maggio 2015 | 14.43
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BlackRock dice no all'eventuale introduzione del voto plurimo nelle Generali, invocata dagli azionisti De Agostini e Caltagirone. Per il responsabile Italia del colosso della gestione Usa Andrea Viganò, le loyalty shares rappresenterebbero un problema operativo, che complicherebbe l'attività di un gestore che investe in oltre 13mila società nel mondo

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BlackRock stoppa il voto plurimo in Generali (Infophoto).

BlackRock boccia l'introduzione del voto plurimo nelle Generali. L'avvento nella compagnia triestina delle loyalty shares per BlackRock sarebbe "problematico", al pari delle altre 13mila società in cui il gestore americano investe, ha spiegato a margine di una conferenza stampa nella sede di Mediobanca Andrea Viganò, Country Head di BlackRock Italia. BlackRock è il terzo azionista delle Assicurazioni Generali.

"Non facciamo commenti particolari su nessun emittente - risponde Viganò - se devo dire una cosa generica, senza menzionare alcun emittente, abbiamo indicato in modo esplicito che il voto multiplo per noi rappresenta una problematica anche di tipo amministrativo e meccanicistico. Quando uno è azionista non solo di Generali, ma di più 13mila società nel mondo e quasi sempre in modo cospicuo, già l'attività di threshold reporting (la comunicazione di superamento delle soglie rilevanti nel capitale, ndr) è complessa di per sé, con un voto per un'azione. Se poi si va a complicare per singoli titoli, diventa ancora più complesso", conclude Viganò.

Il dibattito sulla eventuale introduzione del voto plurimo nelle Generali è partito per iniziativa di Lorenzo Pellicioli, del gruppo De Agostini, tra i principali azionisti della compagnia. Il presidente Gabriele Galateri ha affermato che il tema dovrà essere discusso in consiglio e il vicepresidente Francesco Gaetano Caltagirone si è detto favorevole alla sua introduzione nello statuto. Di diverso avviso sul voto plurimo nelle Generali era stato l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel, il quale ha avvertito che il tema deve essere discusso con gli investitori istituzionali.

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