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Generali conferma target 2018, un miliardo da uscita mercati meno redditizi

23 novembre 2016 | 15.02
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- sede Generali Milano

Generali conferma i target finanziari al 2018 indicati oltre un anno fa e si prepara a uscire dai mercati meno profittevoli, tagliando i costi e ricavando oltre un miliardo di euro. Sono alcuni delle indicazioni dell’aggiornamento del piano strategico presentato oggi a Londra, il primo con Philippe Donnet come group ceo. Il gruppo assicurativo, "anche in presenza di un contesto macroeconomico progressivamente peggiorato negli ultimi 18 mesi e di un elevato grado di incertezza sulle prospettive future dei mercati", punta nel 2018 a un generazione di cassa superiore ai 7 miliardi di euro, a dividendi aggregati oltre i 5 miliardi e a un Roe operativo sopra il 13%.

Il gruppo si aspetta inoltre ricavi per almeno un miliardo di euro entro il 2018 dal processo di ottimizzazione della presenza geografica, già avviato con la dismissione dei business in Guatemala e Lichtenstein. Il piano prevede l’uscita dai mercati meno profittevoli, con 13-15 attività nel perimetro del gruppo in Paesi poco attraenti e con una limitata rilevanza. Dall'altro lato il Leone si concentrerà sui mercati più redditizi ed efficienti. Il miliardo che sarà incassato sarà destinato a nuovi investimenti e non al monte dividendi. Il miliardo dall’uscita dai mercati meno attraenti sarà "un extra buffer che useremo per investimenti in operazione a elevato rendimento, se e quando troveremo le giuste opportunità", ha spiegato Donnet alla comunità finanziaria.

Nessun esubero, invece, e nessun piano di ristrutturazione. A differenza di quanto apparso negli ultimi giorni sulla stampa, Donnet ha negato tagli al personale. "Non esiste", ha tagliato corto il group ceo sull'ipotesi di una riduzione di 8mila unità. Il mercato si aspettava una netta riduzione dei costi e oggi, in una giornata nera a Piazza Affari per i titoli finanziari, punisce Generali. Il titolo del gruppo assicurativo cede il 4,12% a 11,17 euro.

Sull'efficientamento è poi previsto un processo di ristrutturazione, integrazione e semplificazione che consentirà una riduzione netta dei costi per 200 milioni di euro, mentre nei mercati in espansione "si procederà con una crescita disciplinata del business". Donnet ha sottolineato che nel piano "non sono previste fusioni o acquisizioni, ma se si presenteranno delle opportunità, le valuteremo", in ogni caso "con un approccio molto disciplinato" e se saranno in grado di portare un contributo alla strategia del gruppo.

Nessuna preoccupazioni su possibili cambi nella compagine azionaria. "Non siamo preoccupati sulla stabilità del nostro azionariato. Non c'è problema", ha spiegato il group ceo dopo che l'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, nei giorni scorsi aveva aperto alla possibilità di scendere sotto il 10% della compagnia assicurativa.

Atteggiamento positivo, infine, verso una soluzione del caso Monte Paschi di Siena. Generali potrebbe aderire alla conversione dei bond della banca. "Quando ci saranno comunicati i termini di un'eventuale conversione volontaria dei bond" di Mps "faremo con il consiglio di amministrazione le nostre valutazioni e prenderemo una decisione con un atteggiamento molto positivo, perché vogliamo partecipare a una soluzione per Mps", ha sottolineato.

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