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Generali, l'economista Lamberti: "In campo visioni contrapposte, in gioco equilibri futuri del sistema"

29 marzo 2022 | 11.58
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Il docente all'Adnkronos: "Da Caltagirone e Del Vecchio accuse di aver perso occasioni, da altra parte ci sono risultati record"

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"Sarà interessante vedere gli esiti, che avranno un impatto sul risiko bancario e assicurativo complessivo. Mediobanca e Generali come poli alternativi o un unico gruppo e sotto quale guida". E' quanto dice, all'Adnkronos, l'economista e docente all'Università San Raffaele, Lucio Lamberti, nel commentare la partita che si sta giocando sul gruppo assicurativo triestino. "Siamo oramai - aggiunge - alle battute finali dello scontro" e non si tratta di "una partita secondaria per gli equilibri futuri del sistema finanziario italiano", anzi "sorprende quasi il tono minore con cui viene trattato dai principali organi economici".

"La visione storica del gruppo di imprenditori che fa capo a Caltagirone e Del Vecchio - spiega riferendosi ai piani industriali - è che di fatto Generali abbia perso alcune occasioni storiche di crescita e posizionamento internazionale, anche a causa del legame 'incestuoso' con Mediobanca e che sia opportuno e necessario risvegliare il gigante". Nella pratica, secondo Lamberti, da parte di Caltagirone e Del Vecchio "si parla senza mezzi termini di perdita di occasioni con tanto di riferimento alla esperienza di compagnie comparabili oltreconfine, di conflitto di interessi e di necessità di rivedere la governance per ridurre l’intreccio operativo e la subalternità innaturale agli interessi di Mediobanca" mentre "dall’altra parte - evidenzia il docente riferendosi alla gestione Donnet - c'è una visione opposta, con risultati record, opportunità di sinergia di gruppo, premio borsistico alle scelte effettuate".

Quello che è evidente, dice ancora Lamberti, "è che si sia di fronte ad un passaggio cruciale della fase di assestamento del mondo bancario e finanziario. Lo si vede dall’aumento dei toni utilizzati nello scontro, con accuse e revisioni storiche, accuse di violazioni di governance, confronto giudiziario e interruzioni dei rapporti di lavoro". Quanto a risparmiatori e autorità di Vigilanza, invece, "il problema é come coniugare l'efficienza micro delle aziende con la necessità macro di una vitalità più diffusa sul territorio del sistema finanziario, finora troppo concentrato geograficamente e troppo verticale nella organizzazione. E come assicurare eterogeneità e competizione di modelli sul territorio, sviluppo e non contrazione per concentrazione. Generali - dice ancora - é un pezzo di storia e di territorio nella realtà italiana, ha risorse e utili competenze. Quale che sia l'esito l’augurio è che se ne valorizzi il potenziale per l’Italia, la salvaguardia delle competenze e delle presenze territoriali e non solo la redditività per i futuri soci di maggioranza", conclude Lamberti.

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