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Generali, nel 2015 utile netto di 2,03 miliardi: il più alto degli ultimi 8 anni

18 marzo 2016 | 10.30
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Generali archivia il 2015 con l’utile netto più elevato degli ultimi otto anni, superiori ai livelli toccati prima della crisi economica. Il risultato netto del gruppo assicurativo si attesta a 2,03 miliardi di euro, in aumento del 21,6% rispetto all'esercizio 2014, mentre il risultato operativo è salito del 6,1% a 4,78 miliardi. Anche il dividendo è il più alto degli ultimi otto anni: 0,72 euro per azione, in aumento del 20% rispetto all’anno precedente e con un payout ratio del 55,3%.

I conti del gruppo sono stati presentati da Philippe Donnet e Alberto Minali, nominati ieri dal cda group ceo, amministratore delegato del gruppo, e direttore generale, dopo che lo scorso 26 gennaio Mario Greco si è detto indisponibile per il rinnovo del mandato. Le due nomine, ha detto il presidente Gabriele Galateri di Genola, sono "un riconoscimento importante delle risorse interne di Generali. Si tratta di manager di vasta esperienza a livello internazionale, con profonda conoscenza del settore, stimati dai mercati e che dimostrano come il gruppo Generali sia capace di valorizzare i propri talenti".

Donnet ha indicato di voler continuare nel solco del piano strategico approvato nel 2015. "Il percorso che abbiamo davanti -ha detto- è stato tracciato dal cda con la strategia annunciata l’anno scorso e spetta a noi svilupparla e implementarla. La implementeremo e abbiamo già iniziato e ci adegueremo sempre alle condizioni di business, del mercato assicurativo e dei mercati finanziari". E del piano strategico del gruppo, ha chiarito Minali, non fa parte intervenire su Mps. "Non ci è mai stata proposta nessuna iniziativa su Mps. Non rientra nel piano strategico del gruppo aiutare le banche", ha spiegato

Il Roe operativo del gruppo ha raggiunto il 14%, in aumento rispetto al 13,2% del 2014. I premi complessivi di Generali nel 2015 sono stati di 74.165 milioni, in crescita del 4,6%, con l’incremento trainato dal segmento Vita e dalla ripresa del Danni. La raccolta Vita è cresciuta del 6,2% a 53.297 milioni, per il miglioramento di tutte le linee di business e all’andamento dei principali Paesi di operatività, in particolare Italia, Francia, Germania e Paesi dell'Europa centro-orientale.

Nel segmento Danni i premi sono aumentati dello 0,8% a 20.868 milioni, per la crescita del comparto Non Auto ed alla tenuta dell’Auto, che "registra andamenti differenziati a causa delle forti pressioni competitive nei diversi paesi di operatività". Negativa, però, la reazione dei mercati. A Piazza Affari il titolo cede il 2,23% a 13,57 euro.

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