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Genny 'a Carogna' su maglietta 'Speziale libero': ''E' richiesta di giustizia''

05 maggio 2014 | 10.41
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"Quelle che sono state scritte sono tutte sciocchezze. Hamsik e' venuto da noi solo per rassicurarci sulle condizioni del nostro amico, per dirci che stava meglio, che poteva farcela. Lo stesso messaggio che ci hanno dato le forze dell'ordine. Noi abbiamo parlato con tutti con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni. Non c'e' stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva partenopea sull'opportunita' di giocare o meno la partita. Il resto sono invenzioni dei giornalisti". A parlare, in un'intervista al 'Mattino', e' Genny ''a Carogna', al secolo Gennaro De Tommaso, capo ultra' del Napoli, in merito a quanto accaduto nella finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli di sabato scorso allo stadio Olimpico di Roma.

"Quello che e' successo sabato e' inaudito - aggiunge - non era mai accaduto che qualcuno sparasse ai tifosi. Di tutto questo sembra non importare niente a nessuno. Ma a noi si', a noi interessa. Ed e' per questo che abbiamo deciso di rinunciare alla coreografia che avevamo organizzato e che ci era costata quindicimila euro. E la stessa cosa hanno fatto anche i supporter della Fiorentina. Come avremmo potuto srotolare gli striscioni, e cantare, e ballare quando uno di noi era in fin di vita? Ci siamo rifiutati di farlo. Ma non abbiamo minacciato nessuno e non abbiamo detto di non giocare. Ne' avremmo avuto il potere per farlo. Noi non possiamo decidere nulla".

Quanto alla maglietta indossata dal capo ultra' 'Speziale libero', aggiunge: "In onore di una citta' dove abbiamo tanti amici e verso un ragazzo che chiede la revisione del processo. E' una richiesta di giustizia, non un'offesa".

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