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Tunisia: Ghannouchi, Islam moderato e sviluppo le chiavi contro terrorismo

02 luglio 2015 | 17.40
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Rachid Ghannouchi, leader di Ennahda

L'Islam moderato e lo sviluppo economico sono le chiavi per battere il terrorismo e fermare l'ascesa dei movimenti estremisti. Lo ha sottolineato Rachid Ghannouchi, leader di Ennahda, il più importante partito islamico tunisino, commentando il massacro di turisti compiuto venerdì scorso a Susa.

L'estremismo "deve essere affrontato dal punto di vista ideologico, sui media e attraverso misure sociali ed economiche", ha affermato Ghannouchi in un'intervista all'agenzia di stampa Dpa, evidenziando come "l'estremismo è cresciuto soprattutto nelle zone interne (della Tunisia, ndr) dove non c'è stato un livello soddisfacente di sviluppo".

Ghannouchi ha quindi sostenuto che la marginalizzazione delle tradizionali istituzioni religiose del paese dopo l'indipendenza nel 1956 ha lasciato un vuoto che è stato aggravato dalla repressione di Ennahda all'epoca dell'ex dittatore Zine El Abidine Ben Ali.

Questo vuoto è stato "riempito" dagli islamisti salafiti che hanno sfruttato la situazione, ha precisato Ghannouchi, secondo il quale Ennahda, che ha guidato la Tunisia dal 2011 al 2013, può svolgere un ruolo chiave nella lotta al pensiero estremista. "E' l'unico (partito, ndr) in grado di interagire con gli estremisti sul terreno dell'Islam e convincere le persone che questi non hanno nulla a che fare con la religione".

Ghannouchi ha quindi commentato i provvedimenti adottati dal governo dopo l'attacco contro i turisti, in particolare la chiusura di circa 80 moschee sospettate di legami con l'estremismo. "La Tunisia ha circa 6mila moschee - ha dichiarato - La chiusura di un numero limitato per risolvere alcune questioni o errori è una misura temporanea".

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