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Gi Group Academy, gestire al meglio opportunità 'Garanzia giovani'

26 febbraio 2014 | 17.38
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Roma, 26 feb. (Labitalia) - Capire come gestire al meglio l'opportunità offerta dalla 'Garanzia giovani' mediante un efficace raccordo tra pubblico-privato e approfondire gli strumenti esistenti nell’attuale legislazione, nonché i tempi e le azioni finora previste dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Questo l'obiettivo del convegno dedicato alla presentazione del volume 'Garanzia giovani. Politiche attive per l'occupazione giovanile', edito da Gi Group Academy con GueriniNext Editore.

"Abbiamo voluto dare un contributo concreto - afferma Stefano Colli-Lanzi, ceo di Gi Group e presidente della Fondazione - nel promuovere il tema della 'Youth guarantee', proprio perché riteniamo che si tratti di un progetto strategico per il futuro del lavoro in Italia. Si tratta di un'occasione preziosa che non possiamo sprecare, da un lato per ridurre il tasso di disoccupazione giovanile ma dall'altro anche e soprattutto per dare finalmente inizio allo sviluppo delle politiche attive del lavoro nel nostro Paese".

Nel volume che viene presentato oggi, si evince come in Italia siano state destinate finora poche risorse alle politiche attive: nel 2011 circa 4,7 miliardi di euro, di cui solo 376 milioni alla formazione professionale rispetto ai 652 milioni nel 2005. Uno stanziamento davvero limitato rispetto ai 30,6 miliardi di euro dedicati alle politiche passive, di cui circa 20,7 miliardi per la disoccupazione contro i 9,5 miliardi del 2005.

"A questo punto - avverte Colli-Lanzi - non c'è che da augurarsi che il programma parta velocemente e che si fondi su tre pilastri fondamentali: il primo, che le persone devono essere poste al centro e i soldi non devono essere destinati a infrastrutture oppure ad incentivi all'assunzione ma per sviluppare servizi di supporto alle persone che ne hanno bisogno, meglio se attraverso il meccanismo del voucher".

"Secondo: i soggetti erogatori - continua - devono essere pagati al raggiungimento del risultato: ossia con il placement della persona. Terzo: i soggetti erogatori dei servizi sul territorio devono essere veramente in grado di prendere in carico le persone ed offrire efficaci percorsi di sviluppo".

"Da questo punto di vista - sostiene - gli intermediari certamente più preparati sono le agenzie per il lavoro, che svolgono questo compito da oltre 15 anni e che sono oggi pronte a mettere in campo tutte le loro competenze. Auspichiamo, pertanto, che non si sprechi questa occasione, sarebbe un clamoroso autogoal per il Paese".

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