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Gioco tragico tra studenti: 16enne svizzero in gita scolastica muore accoltellato

09 aprile 2014 | 18.32
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Un 16enne svizzero in gita scolastica a Roma per una ferita da arma da taglio al petto martedì sera intorno alle 23. Il giovane era in un ostello gestito dalle suore nella zona Aurelio.

Sono in corso le indagini degli investigatori della Squadra Mobile di Roma, diretta Renato Cortese, per ricostruire la dinamica dei fatti. L'ipotesi più battuta è quella del gioco, finito in tragedia, ma al momento non si escludono ancora altre possibilità. A dare risposte certe sulle cause della morte del ragazzo sarà comunque l'autopsia.

Il fatto è avvenuto all'interno della casa per ferie Domus Nascimbeni di via di Torre Rossa martedì sera intorno alle 23. Quando è arrivato il 118, il ragazzino era già morto. Il suo corpo senza vita è stato trovato dai sanitari nella stanza che il 16enne condivideva con alcuni compagni: all'emitorace sinistro una ferita da arma da taglio. Gli studenti svizzeri, originari del Cantone francese, erano arrivati a Roma il 7 aprile scorso.

''Che nelle gite scolastiche non succeda nulla è un 'miracolo''' dice all'Adnkronos il presidente del Cidi (Centro di iniziativa democratica degli insegnanti), Beppe Bagni che spiega come ''per gli adolescenti il contesto della gita sia un contesto di irregolarità, quasi pretesa, una sorta di contraltare alla disciplina in classe''. ''Un comportamento sbagliato e controproducente - sottolinea il docente - che fa sì che si sfiorino spesso incidenti''.

Secondo Bagni, sotto accusa non può assolutamente esserci il corpo docente.''La sorveglianza, per quanto pressante - sottolinea - se non c'è collaborazione da parte degli studenti, consapevoli dei rischi legati ai propri comportamenti non può essere efficace. Il problema - spiega - è che dovremmo imparare a trasmettere un messaggio di maggiore autonomia e responsabilità, anche nella scuola, e poi pretendere un comportamento più scolastico anche fuori dalle aule''.

''Queste tragedie, ma questa è solo l'ultima di una serie, oltre a sconvolgerci profondamente e a indurci a una protezione impossibile e soffocante nei confronti dei nostri figli, ci pongono una serie di interrogativi'' su cui è necessario riflettere. E' quanto afferma la presidente del Coordinamento genitori democratici (Cgd), Angela Nava. Invitando ad una riflessione Nava chiede di domandarsi ''quale immaginario coltivano i nostri adolescenti rispetto alla gita scolastica? L'idea del branco? Della trasgressione legittimata? Perché la scuola non è riuscita a costruire insieme ai suoi giovani un'idea diversa dello stare insieme in locali meno anguste delle aule scolastiche?''. Sono interrogativi, conclude Nava ''che ci poniamo come genitori e che poniamo alla scuola per una riflessione comune''.

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