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Giordania: boom di rifugiati iracheni, oltre cinquemila nuovi arrivati

22 maggio 2014 | 12.59
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(Aki) - Sono gia' 3100 i rifugiati iracheni che quest'anno si sono registratri presso l'Unchr (l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) per chiedere asilo in Giordania, per un totale di 5.097 se considerati gli arrivi della fine del 2013. Un flusso record, con una media di 170 nuovi arrivi ogni settimana, se considerato che lo scorso anno erano in tutto 5.110 i rifugiati iracheni in Giordania e 4.060 quelli entrati in tutto il 2012. Inoltre, a differenza del passato, i nuovi arrivati hanno poche speranze di rientrare in patria. E questo perché in Iraq si sta registrando una nuova ondata di violenze dal ritiro delle truppe Usa nel 2011 e dal rafforzarsi dell'estremismo islamico per la guerra in corso nella vicina Siria. Inoltre nella provincia occidentale di al-Anbar l'esercito di Baghdad ha lanciato dal 27 dicembre un'offensiva mirata a sedare la rivolta dei sunniti, aumentando ulteriormente le violenze nel Paese.

Il 2013 è infatti stato per l'Iraq l'anno piu' sanguinoso, con il maggior numero di morti dal bienno 2006-8, e il bilancio delle vittime resta alto anche nel 2014, con 2.276 vittime civili e altri 4.646 feriti nei primi quattro mesi dell'anno secondo la missione dell'Onu in Iraq. Questi dati non comprendono le vittime di al-Anbar, dove da gennaio ad aprile sono stati uccisi 471 civili, oltre ai 2.587 feriti e a 73mila famiglie sfollate. Secondo l'indipendente Iraq Body Count, quest'anno si possono contare 4.558 vittime civili in Iraq.

L'alto livello di violenze ha portato a un altrettanto alto flusso di rifugiati. Secondo l'Unhcr, il 10 per cento dei nuovi arrivati in Giordania provengono da al-Anbar, mentre la maggioranza da Baghdad. E questo perché il tasso di insicurezza rende difficile raggiunge il confine con la Giordania da Anbar, mentre è piu' facile avere il visto dalla capitale irachena. Sempre secondo l'Unhcr, la maggior parte dei rifugiati dichiara di essere fuggito perché vittima di persecuzioni o per la paura di queste.

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