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Giorgetti: "Il reddito di cittadinanza? E' complicato"

02 novembre 2018 | 14.24
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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Fotogramma)

Il reddito di cittadinanza? "Ha complicazioni attuative non indifferenti. Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso". Parola di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che nel nuovo libro di Bruno Vespa - in uscita il 7 novembre- passa in rassegna alcune delle misure chiave del governo gialloverde. Dal reddito di cittadinanza a quota 100, fino al condono fiscale, con il quale, a metà ottobre, la maggioranza M5S-Lega ha rischiato seriamente di deragliare.

"Per un naturale bilanciamento abbiamo dovuto portare avanti la quota 100 sulle pensioni (62 anni di età e 38 di contributi), rinunciando, con questo, a una 'flat tax' più estesa - ammette Giorgetti -. Se l’avessimo fatta al posto delle pensioni, l’atteggiamento dell’Europa e dei mercati sarebbe stato diverso".

Quando al condono fiscale, "abbiamo rischiato una crisi di governo - rivela il sottosegretario -. C'erano stati momenti di tensione brutta, sembrava incrinata la fiducia tra alleati. Ci avevano accusato di falso. Non puoi pensare che il tuo alleato faccia un reato per coprirne un altro. Siamo finiti contro un iceberg perché non avevamo un metodo sperimentato per la soluzione delle crisi. È stata un'esperienza utile: dovesse ricapitare, faremo tesoro degli errori".

Ora, però, assicura, il numero due della Lega, tutto è rientrato, come confermato dallo stesso Matteo Salvini: "Dopo cinque mesi le prime tensioni ci stavano. Tutte cose superate e superabili. In tanti anni ho visto di peggio", chiosa il vicepremier.

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