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Giorgianni: "Al lavoro su sceneggiatura per fiction su Carla Fracci"

03 dicembre 2019 | 18.16
LETTURA: 3 minuti

La produttrice, in occasione della presentazione della docu-fiction su Nilde Iotti, svela il progetto della società Anele

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Gloria Giorgianni (Adnkronos)

di Veronica Marino
“Stiamo scrivendo la sceneggiatura di Carla Fracci per una fiction”. La produttrice Gloria Giorgianni, in occasione della presentazione della docu-fiction su Nilde Iotti, racconta i progetti in fieri della società Anele, da lei fondata nel 2013. "Io credo - sottolinea all'Adnkronos- che abbiamo davvero bisogno di figure, femminili come maschili, che ci proiettino avanti, altrimenti si fa fatica a cambiare. E Carla Fracci è una figura così. La sua fortissima determinazione e il suo talento sono parte di una storia importante da approfondire e da far conoscere ai ragazzi. Lei ha trovato un obiettivo ed è diventata un simbolo per moltissime ragazzine. Ha, inoltre, vissuto la Milano artistica che stava crescendo. Il marito Giuseppe Menegatti viveva nel mondo della Callas, di Visconti. Un periodo particolare dell’Italia".

Per condurre in porto il progetto la Giorgianni sta lavorando con la signora Fracci e la famiglia. Inevitabile la domanda sul carattere della grande ballerina. "Può sembrare una persona un po’ fredda - racconta la Giorgianni - ma credo si sia ritagliata un personaggio e in quello sta. Viene da una famiglia proletaria. Suo padre faceva il tranviere. Quando la Fracci faceva le prove alla Scala, i genitori era così felici che quando il padre passava lì vicino con il tram, strombazzava per farsi sentire dalla figlia. I genitori, però non la capirono quando lei decise di andare all’estero, pensando che ‘La Scala fosse già il massimo. Lei, però, voleva fare esperienza ed è diventata una eccellenza, una diva internazionale. Un esempio anche per altre donne nel suo campo. Ha scelto di diventare madre ed ha ballato con Nureyev proprio dopo aver partorito".

"Anche lo sport è importante da raccontare. Tutta la ricchezza dei diversi campi va raccontata – evidenzia la produttrice Giorgianni - come abbiamo provato a fare con ‘Le illuminate’ (Margherita Hack, Rita Levi Moltalcini, Krizia e Palma Bucarelli). Ci sono vari ambiti in cui ciascuna donna si ritaglia la propria identità. L’importante è raccontare l’identità”. Il focus sulle donne della società Anele dipende tutto dalla sua fondatrice perché ”come sappiamo, noi donne dobbiamo sempre dimostrare tanto di più. Allo stesso tempo, però, in questa società dove ci sono limiti ed errori, dove c’è il caos, ci sono anche delle opportunità". E la storia della Giorgianni lo dimostra.

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