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Giornata contro violenza sulle donne. Difficoltà denunce in lockdown

25 novembre 2020 | 07.34
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(Fotogramma)
Roma, 25 nov. (Adnkronos)

Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Dal report 'Un anno di Codice Rosso reati spia e femminicidi' realizzato dalla Direzione centrale della polizia criminale emerge che se il trend è in diminuzione per gli omicidi di donne nel 2019 (111) rispetto al 2018 (141), in linea con la diminuzione generale degli omicidi, una controtendenza si registra nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un aumento del 7,3% (88 donne uccise nel 2020 a fronte di 82 del 2019).

Stesso trend in aumento se analizziamo le vittime in ambito familiare/affettivo che passano da 68 a 77 (con un aumento del 13,2%), uccise in prevalenza da partner o ex partner (e solo per il 28% nel 2020 per mano di genitori o figli).

STALKING E VIOLENZA DOMESTICA - Quanto ai provvedimenti amministrativi in materia di violenza di genere, nel periodo 1 gennaio-19 novembre 2020, i Questori hanno emanato 1.055 ammonimenti per stalking, 956 per violenza domestica e 352 provvedimenti di allontanamento d’urgenza dalla casa familiare.

Dei quattro delitti introdotti il 9 agosto 2019 dal cosiddetto 'Codice Rosso', quello che ha fatto registrare più trasgressioni (1.741 dal 9 agosto 2019 all’8 agosto 2020), spesso sfociate in condotte violente nei confronti delle vittime, è la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa o la misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare. Le regioni dove si sono registrate più violazioni sono la Sicilia, il Lazio e il Piemonte.

DIFFICOLTÀ DENUNCE IN LOCKDOWN - Nel periodo gennaio-settembre di quest’anno, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si registra un calo dei reati spia (come lo stalking, i maltrattamenti in famiglia e le violenze sessuali), rispetto allo scorso anno, emerge dal report. Numeri che risentono evidentemente anche della difficoltà di denunciare nel periodo del lockdown, dove tutte e tre le fattispecie fanno registrare un calo.

La fascia d’età più colpita è quella che va da 31 a 44 anni, le vittime sono italiane nell’80% dei casi (81% nel 2019), mentre, tra le vittime straniere, predominano quelle di nazionalità romena, anche in relazione alla maggior presenza sul territorio nazionale. Anche gli autori di tali reati hanno un’età compresa tra 31 e 44 anni (39%), in prevalenza sono italiani (74%) e solo il 2% sono minorenni (1% nel 2019).

REVENGE PORN - Sono 718 le denunce per la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn. L’81% ha riguardato vittime di sesso femminile (per l’83% maggiorenni e per l’89% italiane), episodi distribuiti nell’anno con un andamento altalenante e un picco nel mese di maggio con 86 fattispecie. La regione che registra più denunce è la Lombardia, seguita da Sicilia e Campania.

MATRIMONI FORZATI - Sono undici i reati che si sono registrati in un anno relativi al delitto di costrizione o induzione al matrimonio, altra figura introdotta dalla legge 69/2019 e volta a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine: il 36% delle vittime è risultato minorenne, emerge dal report.

La pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre si apre con le parole del capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli: “La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle istituzioni, alla scuola, alla famiglia”.

Obiettivo della pubblicazione è quella di fornire un’analisi specifica dei dati disponibili provenienti da tutte le forze di polizia perché “ogni strategia complessa, che risente peraltro di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi, deve fondarsi su di un’approfondita conoscenza delle problematiche, basata su di un solido patrimonio informativo”, sottolinea Vittorio Rizzi, alla guida della Direzione centrale della polizia criminale che ha preparato la pubblicazione.

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"Se noi andiamo a vedere i dati sui provvedimenti di allontanamento di urgenza dalla casa familiare, notiamo che tra il gennaio-novembre 2019 e gennaio-novembre 2020 sono aumentati tantissimo. Su questo dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo. Proprio la misura dell'allontanamento di urgenza è un provvedimento che viene fatto all'impronta: la pattuglia che verifica la situazione di rischio per la donna allontana immediatamente l'uomo dall'abitazione''. Lo sottolinea Manuela Iaione, direttrice della terza divisione del Servizio Analisi criminale, che con l'Adnkronos commenta il report 'Un anno di Codice Rosso reati spia e femminicidi'.

"Sulle misure cautelari e precautelari sono stati fatti grandissimi passi avanti - aggiunge - proprio la legge del 2019 sul codice rosso è un ulteriore passo per isolare l'uomo maltrattante. A parte questo esistono misure di ammonimento da parte del questore e anche su questo il nostro ordinamento penale ha fatto dei passi da gigante".

Parlando del report Iaione spiega che ''il nostro lavoro prende in considerazione un anno di entrata in vigore del codice rosso e quindi i quattro nuovi reati introdotti, il revenge porn, la deformazione dell'aspetto della persona tramite lesioni al viso, la costrizione e induzione al matrimonio e la violazione di provvedimenti cautelari e precautelari''. ''Un'altra parte del report - aggiunge - è dedicata ai reati che riguardano la violenza domestica e la violenza di genere, poi abbiamo trattato anche gli omicidi''.

"Per tutti i reati abbiamo notato una flessione nel periodo del lockdown, fatta eccezione per il revenge porn che ha fatto registrare un picco tra aprile e maggio, anche perché è un reato che viene commesso con modalità informatiche e quindi non ha risentito delle limitazioni alla libera circolazione dei cittadini - sottolinea la direttrice della terza divisione del Servizio Analisi criminale - Inoltre i maltrattamenti contro familiari e conviventi hanno mantenuto dei valori alti anche perché le donne sono rimaste chiuse a casa, e visto che molto spesso la violenza di genere è una violenza domestica, questo reato ha fatto registrare purtroppo dei valori alti. Noi abbiamo avuto modo di vedere che nel momento in cui i reati calavano aumentavano le chiamate al 1522, il numero di emergenza del dipartimento pari opportunità, e poi con le riaperture, a giugno e luglio, c'è stato un nuovo aumento delle denunce''.

"Parlare di numeri quando si parla di violenza sulle donne sembra sempre riduttivo - precisa Iaione - però è importante anche un'attività di analisi perché riesce a darci una panoramica del fenomeno anche molto capillare e quindi il nostro servizio fornisce degli strumenti al decisore, e quindi al capo della Polizia, e a cascata anche ai questori e ai comandanti provinciali dei carabinieri, permettendo loro di intervenire in maniera più puntuale su questo fenomeno''. "La violenza sulle donne è un fenomeno importante, su cui però c'è una grandissima sensibilità e c'è tantissima attività da parte delle forze dell'ordine, anche a livello di formazione'', sottolinea Iaione.

"La donna che ha subito violenza, che viene in una questura o in un comando provinciale non rimane all'ufficio denunce, viene avviata in un percorso con personale specializzato. Questo - sottolinea - è un grande punto di forza. Facciamo tanta formazione nelle scuole, anche alle scuole medie perché è importante proprio superare quel gender gap, quella differenza di ruolo che a livello sociale purtroppo ci portiamo avanti come retaggio culturale da anni''.

Iaione parla anche della nuova applicazione Scudo che "è già attiva in via sperimentale in otto province e a breve diventerà operativa in tutte le questure. E' un'applicazione molto importante che fa confluire in un unico database le informazioni a disposizione di polizia e carabinieri - aggiunge - Se una pattuglia dei carabinieri interviene in un'abitazione per violenza domestica e se successivamente, magari dopo tre giorni, interviene una pattuglia della polizia nella stessa abitazione, la macchina mentre sta andando a fare l'intervento già riceve tutte le informazioni. Quindi sa che lì già c'è stata una lite, sa se l'uomo ha delle armi, se c'è uso di droga o alcol. E' fruibile sia dagli smartphone degli operatori sia dalle sale operative. E' una tutela per le forze dell'ordine che sanno chi si trovano davanti ed è una risorsa importante nel contrasto alla violenza di genere''.

Nella ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il capo della Polizia Franco Gabrielli e la presidente dell’Associazione 'Soroptimist International' d’Italia Maria Coppola hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per la promozione del progetto 'Una stanza tutta per sé' volto ad incoraggiare le donne a rivolgersi alle forze dell’ordine nei casi di violenza subita e a sostenerle nel delicato momento della formalizzazione della denuncia.

'Una stanza tutta per sé' è infatti una sala per le audizioni protette, predisposta sulla base di specifiche linee guida, che tende a ricreare un ambiente favorevole che possa aiutare la donna all’incontro con gli investigatori evitando il più possibile riflessi traumatici.

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