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Giovani e internet, quasi 1 su 4 è sempre online. Ma non tutti sanno navigare...

08 febbraio 2016 | 16.27
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(Foto Fotogramma)

Il 17% dei giovanissimi è sempre connesso e sono le chat a farla da padrone con spiccate preferenze per Whatsapp (90%), Facebook (64%), Instagram (61%) e Youtube (58%), ma non tutti i ragazzi sanno navigare in Rete in sicurezza e il rischio di cadere nelle maglie del cyberbullismo rimane alto. Così per contrastare il bullismo on line e spingere i ragazzi ad uso sicuro del web, domani scatta il Safer Internet Day 2016, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione europea.

Giunta alla sua XIII edizione, il Safer Internet Day 2016 si celebrerà, in contemporanea, in oltre 100 nazioni di tutto il mondo con lo slogan 'Play your part for a better Internet!'. In Italia il #Sid2016 si sdoppierà con un evento al Teatro Palladium di Roma e uno al Piccolo Teatro Strehler di Milano e a lanciare la campagna sarà il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini, mentre la Polizia di Stato porterà in 100 capoluoghi l’iniziativa 'Una vita da social' e Sos il Telefono Azzurro Onlus promuoverà alla Camera un convegno, mettendo attorno a un tavolo di discussione esperti ed esponenti politici.

Anche quest'anno al centro della scena ci saranno i ragazzi, in particolare quelli della cosiddetta Generazione Z, i nati tra il 1996 e il 2010, la cui vita 'social' è stata oggetto di un’indagine affidata da Generazioni Connesse a Skuola.net e all’Università degli Studi di Firenze. E lo scenario che emerge dalla ricerca mostra che il 17% degli intervistati rimane connesso tra le 5 e le 10 ore al giorno, considerando l’uso integrato di personal computer, tablet e cellulare. Una percentuale analoga di ragazzi si dichiara sempre connessa. Quasi la totalità degli intervistati, più del 90%, confessa di usare quotidianamente le chat.

Tra questi ci sono anche giovanissimi che sviluppano una certa dipendenza: sono quelli a rischio vamping, che chattano anche di notte (6%), oppure quelli che lo fanno ogni volta che possono, anche quando è vietato, come a scuola (26% circa). I ragazzi sono online ben prima dei 14 anni ma, per fortuna, sono sempre più attenti alla loro privacy. I teenager, rileva ancora la ricerca, temono i bulli digitali, ma ancora in troppi sottovalutano il cyberbullismo, tanto che solo l'8% ammette di aver intenzionalmente vessato un coetaneo, mentre 1 su 10 banalizza il proprio comportamento come semplice scherzo.

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