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Archelogia: giù il cancello, il parco della Via Latina mostra ogni 'segreto'

15 ottobre 2014 | 16.22
LETTURA: 5 minuti

Ci ha pensato la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma a raddoppiare la superfice offerta la pubblico mettendo in sicurezza 20 mila metri quadrati finora rimasti off limits e investendo 680mila euro

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Parco Archeologico della Via Latina

Abbattuto il cancello del Parco della Via Latina, questa importante strada romana è pronta a raccontare altri pezzi della sua storia. Finora solo due ettari erano visitabili, da oggi, invece, la totale estensione del parco, 4 ettari e quindi ben 40 mila metri quadrati, sarà tutta a disposizione di studiosi e visitatori. Ci ha pensato la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma a raddoppiare la superfice offerta la pubblico mettendo in sicurezza i due ettari finora rimasti off limits e investendo a tal fine 680mila euro.

La via Latina, per oltre cento metri, conserva l’aspetto che aveva nell’età romana, con la pavimentazione integrale in basolati ancora delimitati ai fianchi dalle cosiddette crepidini (i bordi dei marciapiedi). "La strada romana corre fra spettacolari monumenti funebri –spiega Marina Bertinetti, archeologa della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e direttore del Parco– come la Tomba dei Pancrazi, con i raffinati e coloratissimi affreschi ipogei, perfettamente conservati e ben restaurati, o la Tomba dei Valeri, con la volta sotterranea interamente decorata da 35 medaglioni in stucco bianco. In questi ambienti abbiamo introdotto nuovi corpi illuminanti: che consentono una lettura nitida di pitture e stucchi senza incrementare la temperatura. In questo modo si tiene sotto controllo la proliferazione dei micro-organismi che potrebbero danneggiare le superfici decorate".

Negli ultimi 3 anni la Soprintendenza ha riorganizzato il Parco con i propri fondi ordinari mettendo in sicurezza tutti i percorsi e le aree di scavo, installando parapetti in ferro battuto e scalinate, sistemando, ai lati della via Latina, numerosi pannelli didattici in italiano e in inglese (16) che offrono informazioni e immagini storiche. Scelte che mettono questo Parco a livello dei parchi europei.

Soprintendente Barbera, determinante per salvaguardia acquisizione area al demanio statale nel 1879

Al piano superiore della Tomba dei Pancrazi è stata allestita una nuova presentazione dei mosaici pavimentali ripuliti e una piccola raccolta di reperti marmorei, debitamente restaurati, provenienti in parte dall’area dello stesso Parco archeologico ed in parte dagli scavi effettuati negli anni nel territorio del Municipio. Nella camera ipogea dei Valeri, infine, un nuovo piano di calpestio evidenzia le parti ancora conservate del pavimento originale a lastre di marmo.

Per il Soprintendente Mariarosaria Barbera “il parco offre una straordinaria visita, lungo i 500 metri di passeggiata sul III miglio della via Latina si percepisce il respiro di un tragitto praticato per secoli. Il percorso fu utilizzato sin dall’età protostorica: è noto il passaggio degli Etruschi sin dall’VIII secolo e dei Romani per le guerre sannitiche del IV secolo. Era la principale direttrice verso il basso Lazio e la Campania prima che nascesse l’Appia. La via Latina cede il passo ai fondi agricoli intorno al XIII secolo e ancora oggi propone l’atmosfera di un vasto tratto di campagna romana ottocentesca, risparmiata dallo sviluppo edilizio intensivo dei dintorni".

"Determinante per la sua salvaguardia – ricorda Barbera – è stata l'acquisizione dell'area al demanio statale nel 1879; e il riconoscimento come giardino pubblico da parte del Ministro Guido Baccelli, l’uomo di governo al quale si deve l’azione più efficace e determinante per la tutela dell’area archeologica centrale e dei principali monumenti di Roma. Egli visitò il Parco della via Latina nel 1900 e donò cento pini, molti dei quali ancora offrono ombra ai visitatori. Non pochi, per un’area non toccata dai tour operators: 7.991 nel 2013, in aumento del 27% rispetto al 2012".

Soprintendente Barbera, in futuro restaureremo spazi interni sepolcro Barberini

"In futuro – prosegue il Soprintendente – intendiamo restaurare gli spazi interni del sepolcro Barberini che, in questa fase, è stato interessato da interventi di tutela sul pavimento del recinto funerario, appena all’esterno della tomba. Le superfici originali sono andate quasi del tutto perdute e le lacune sono state ricoperte con coccio pesto idraulico, ricostruendo le bocche di areazione a tutela della camera ipogea, riccamente affrescata".

Qualche indicazioni per la visita. Il Parco Archeologico della via Latina si trova all’interno del Parco regionale dell’Appia Antica. I 4 ettari recintati e sorvegliati dalla Soprintendenza si trovano all’incrocio tra via Appia Nuova e via dell’Arco di Travertino, un’oasi per i quartieri del VII° Municipio. La visita in superficie è gratuita, mentre per le tombe ipogee è prevista una prenotazione telefonica (presso il concessionario CoopCultura 06.39967700, lunedì-venerdì 9-18, sabato 9-14) al costo di 2 euro. Il parco è raggiungibile con un solo autobus dal centro di Roma e dista trecento metri dalla fermata Arco di Travertino della metro A. Un parcheggio gratuito si trova a pochi metri dall’ingresso su via dell’Arco di Travertino.

Per facilitare la conoscenza del Parco la Soprintendenza ha curato la ristampa di una guida, disponibile gratuitamente all'ingresso o in versione elettronica, sul blog archeoroma.beniculturali.it/t ombe-latine/. Il diario digitale, realizzato in collaborazione con la società cooperativa archeologica Poleis, offrirà nel tempo ragguagli sugli scavi, i restauri e gli appuntamenti del Parco. Online da oggi un video nel quale Marina Bertinetti, Direttore del Parco, illustra gli interventi che hanno consentito l'ampliamento dell' area visitabile.

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