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Appalti truccati all'ospedale San Camillo di Roma: 10 arresti

03 novembre 2016 | 07.53
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Corruzione, peculato, truffa ed estorsione. Sono alcuni dei reati contestati dai carabinieri del Comando provinciale di Roma, nelle province di Roma e Frosinone, nei confronti di 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, estorsione, falsità materiale in atti pubblici, peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, circa la gestione di appalti presso l’Ospedale San Camillo.

Le indagini si sono concentrate, in particolare, anche su appalti di lavori di ristrutturazione dell'ospedale realizzati in occasione del Giubileo della Misericordia. Nel mirino due appalti relativi al progetto per la ristrutturazione del Pronto Soccorso e la successiva realizzazione di nuovi posti letto per la Terapia Intensiva, nonché sulla ristrutturazione del Padiglione Lancisi.

"Il nostro ospedale risulta essere parte lesa dai comportamenti dei responsabili dei reati per i quali sta operando la magistratura attraverso i carabinieri". Lo dichiara il direttore generale del San Camillo di Roma, Fabrizio d'Alba.

"Sui temi evidenziati dagli inquirenti - ricorda il Dg - l'azienda, nella persona del direttore generale pro-tempore Antonio D'Urso, aveva riscontrato alcune irregolarità nell'ambito dei procedimenti amministrativi di affidamento degli appalti e segnalato il tutto all'autorità competente, dando in questo modo fattivo contributo alle indagini. Contestualmente l'azienda aveva avviato tutte le procedure interne nei confronti del dipendente 'direttore della struttura tecnica' - conclude il manager - arrivando già a inizio del 2016 al licenziamento dello stesso".

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