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Giubileo, Gabrielli: ''Minaccia è indistinta ma diamo garanzia del nostro impegno''

06 dicembre 2015 | 15.26
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Franco Gabrielli a 'In mezz'ora'

La ''minaccia è globale, indiscriminata e soprattutto indistinta''. Ma in questi mesi ''ci siamo preparati'', insomma ''diamo la garanzia, non del risultato, ma dell'impegno''. Così il Prefetto di Roma Franco Gabrielli, ospite della trasmissione di Lucia Annunziata 'In mezz'ora', in vista dell'apertura del Giubileo e dell'allarme terrorismo (Speciale).

"Questo è un Giubileo universale che aprirà porte sante in tutto il mondo, a maggior ragione in un paese a forte impronta cattolica come l'Italia e quindi non ci sono solo obiettivi o luoghi di culto o di interesse a Roma -sottolinea Gabrielli- perché questo è il primo Giubileo nel quale le porte sante non saranno solo quelle delle basiliche romane''.

''Siamo preparati ma la differenza la fa sempre il campo'' - ''Ci siamo preparati. Io credo che i compiti a casa li abbiamo fatti, poi ognuno di noi sa che la differenza la fa sempre il campo". Gabrielli si è detto "sereno per un verso preoccupato per l'altro, ma nel senso etimologico del termine: preoccupazione perché ce ne siamo occupati prima". "Abbiamo lavorato in termini di pianificazione - ha aggiunto - abbiamo fatto alcune esercitazioni, a una delle quali ha partecipato lo stesso ministro dell'Interno, per l'utilizzo delle forze speciali. Tra l'altro abbiamo messo a sistema non solo l'utilizzo delle forze speciali delle forze di polizia che sono cosa ordinaria ma anche delle forze armate".

''300 posti letto per situazioni di crisi'' - "Noi abbiamo preservato almeno 300 posti letto per situazioni di crisi. Poi c'è tutta un'altra serie di situazioni, che sfrutteranno anche sedi militari. In questi mesi forse gli unici lavori che hanno seguito la tempistica del Giubileo sono stati quelli del settore sanitario e i famosi 12 pronto soccorso sono stati resi operativi per l'8 dicembre".

''In caso di pericolo do io l'ordine di evacuazione'' - "Tutte le decisioni di difesa civile antiterrorismo e di protezione civile fanno capo al Prefetto. Nel momento in cui ci fosse una situazione di particolare pericolosità tutto viene assunto nelle mani del ministro dell'Interno. Nella fase decisiva territoriale sicuramente la decisione di evacuare spetterebbe a me''.

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